Pronti a colpire le Istituzioni

Pronti a colpire le Istituzioni

Erano tutti neofascisti gli uomini che sono finiti in manette su disposizione dell’Autorità Giudiziaria dell’Aquila. Neofasciti ed estremamente pericolosi, visto che progettavano atti di terrorismo, come attentati contro magistrati, uomini delle forze dell’ordine e sedi istituzionali. Un vero e proprio tentativo di destabilizzazione dello Stato, che prevedeva  anche di colpire partiti e loro rappresentanti di primo piano e ministri della Repubblica. Fa rabbrividire lo slogan da ascrivere a questa  banda criminale: “1-10-100-1000 Occorsio”, magistrato assassinato nel 1976 ed impegnato proprio in inchieste contro l’eversione nera degli ‘anni di piombo’. Il Gruppo aveva in mente due azioni, la prima quella descritta che puntava a disarticolare lo Stato con azioni criminali e terroriste, la secondo, invece, con la creazione di un nuovo partito, che si facesse carico delle emergenza derivate dalla prima azione. Ma vediamo come i Carabinieri, anche grazie ad alcuni coraggiosi uomini che sono riusciti ad infiltrarsi nell’organizzazione, hanno disinnescato quello che poteva diventare un vero e proprio incubo per lo Stato democratico. Diverse le regioni italiane, interessate dal blitz per applicare un’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura della Repubblica dell’Aquila. 14, come detto, gli indagati per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico ed associazione finalizzata all’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Contestualmente sono in corso di esecuzione delle perquisizioni a carico di altri 31 indagati. Al centro delle indagini del Ros un gruppo clandestino che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento politico neofascista “Ordine Nuovo”, progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali, utilizzando i social network quale strumenti di propaganda eversiva. Documentati anche i ripetuti tentativi degli indagati di reperire armi, tramite una rapina già pianificata o approvvigionamenti all’estero. Nel corso di una affollata conferenza stampa sono stati resi i particolari di questa nuova importante operazione del Ros, che segue quella altrettanto importante contro le bande di ‘Mafia Capitale’. I provvedimenti, eseguiti in diverse città italiane (Chieti, Pescara, L’Aquila, Teramo, Padova, Milano, Como, Varese, Lodi, Pavia, Roma, Rieti, Ferrara, La Spezia, Gorizia, Ascoli Piceno, Napoli, Sassari, Modena, Napoli, Udine e Torino) scaturiscono da un’attività investigativa avviata, nel 2013, dal Ros nei confronti di quella che era una vera e propria associazione clandestina denominata ‘Avanguardia Ordinovista’ che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento politico neofascista ‘Ordine Nuovo’ e ponendosi in continuità con l’eversione nera degli anni ’70, progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali, al fine di sovvertire l’ordine democratico dello Stato. In particolare, le indagini documentavano come il gruppo, guidato da Stefano Manni avesse: elaborato un piano volto a minare la stabilità sociale attraverso il compimento di atti violenti nei confronti di obiettivi istituzionali quali Prefetture, Questure e Uffici di Equitalia e previsto, in un secondo momento, di partecipare alle elezioni politiche con un proprio partito; avviato la ricerca di armi per la realizzazione degli scopi eversivi, recuperandone alcune sotterrate dopo l’ultima guerra mondiale, acquistandone altre in Slovenia tramite contatti locali o approvvigionandosi con una rapina, già pianificata, di armi detenute da un collezionista ; utilizzato il web, ed in particolare il social network Facebook, come strumento di propaganda eversiva, incitamento all’odio razziale e proselitismo. A tal riguardo Manni aveva realizzato un doppio livello di comunicazione: uno attraverso un profilo pubblico, dove lanciava messaggi volti ad alimentare tensioni sociali e a suscitare sentimenti di odio razziale, in particolare nei confronti delle persone di colore; un altro attraverso un profilo privato, limitato ad un circuito ristretto di sodali, dove discuteva le progettualità eversive del gruppo; progettato la costituzione della ‘Scuola Politica Triskele’, legata alla creazione del ‘Centro Studi Progetto Olimpo’, attraverso cui promuovere ed organizzare incontri politico-culturali in varie località italiane, nonché i ‘campi hobbit’, all’interno dei quali diffondere e sviluppare l’ideologia e le progettualità eversive del gruppo; intrattenuto contatti con altri gruppi attestati su posizioni di estrema destra con cui unirsi nel processo di destabilizzazione e lotta politica, quali i ‘Nazionalisti Friulani’, il ‘Movimento Uomo Nuovo’ e la ‘Confederatio’. L’attività di indagine ha accertato: come la struttura clandestina riproponesse i parametri tipici delle organizzazioni eversive di destra, caratterizzate da una struttura verticistica, dalla presenza di chiari riferimenti ideologici, dalla costante verifica della affidabilità dei soggetti operativi e dei simpatizzanti; il ruolo di riferimento svolto da Manni quale guida del sodalizio eversivo e punto di riferimento per le attività di proselitismo, reperimento armi e ricerca di fondi per l’organizzazione; il ruolo di indirizzo ideologico dell’ex ordinovista Rutilio Sermonti, estensore di una nuova Costituzione della Repubblica, basata su un ordine costituzionale di ispirazione marcatamente fascista; il progetto, sfumato, di assassinare il noto ordinovista Marco Affatigato, ritenuto ‘infame’ poiché asseritamente legato ai servizi segreti.

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