Processo no-Tav. “L’assalto al cantiere non era terrorismo. Ma ci sono comunque le condanne”

Processo no-Tav. “L’assalto al cantiere non era terrorismo. Ma ci sono comunque le condanne”

Erano in pochi, meno di venti, eppure sono riusciti a bloccare l’autostrada che collega Torino al valico del Frejus, nella carreggiata che porta verso la Francia. Questa la prima festa di protesta dei no-Tav, a seguito della sentenza che ha mandato assolti, almeno dall’accusa di terrorismo, i quattro imputati, che erano alla sbarra a Torino. Se l’accusa di terrorismo è caduta, la Corte d’Assise ha invece condannati i quattro indagati a tre anni e sei mesi di reclusione per l’assalto al cantiere della Ferrovia per l’Alta Velocità di Chiomonte. Tutti e quattro gli imputati, sono stati giudicati colpevoli di porto d’armi da guerra, danneggiamenti e violenza contro pubblici ufficiali. Malgrado le condanne, soddisfazione è stata espressa dalle difese, visto che è stata scardinata la principale delle accuse, quella di terrorismo: “L’accusa di terrorismo era manifestamente infondata- ha fatto sapere immediatamente dopo la lettura del dipositivo, l’avvocato, Claudio Novaro, che ha difeso i 4 imputati- E’ una vittoria su tutta la linea Era la pena che auspicavamo. Avevo detto ai miei clienti che sotto i 4 anni sarebbe stata una vittoria”. Da registrare, infine, l’unico commento da parte di uno dei leader del movimento, Nicoletta Dosio che parla di “una sentenza che è uno schiaffo alla Procura di Torino e a questi Pm, che usano la giustizia come grimaldello per difendere i poteri forti”.

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