Pride: l’unione fa la forza

Pride: l’unione fa la forza

Se la storia è fatta di eventi, ogni grande evento presuppone la manovra di grandi persone. Pride è uno di quei film che non va a scomodare noti personaggi del passato, né vuole celebrare accadimenti di portata globale. In effetti, su qualsiasi manuale, la chiusura di una miniera di carbone nello Yorkshire negli anni ’80, non occuperà più di qualche riga. Matthew Warchus invece, sembra volerci ricordare che La Storia siamo noi, ed il corso degli eventi non è altro che un contenitore riempito delle nostre azioni, delle nostre decisioni. È il 1984, appunto. Il governo conservatore guidato da Margaret Thatcher inizia una serie di smantellamenti minerari che porteranno alla perdita di 20.000 posti di lavoro. Parallelamente, a Londra, un gruppo di attivisti gay, guidato dal ventiduenne Mark Ashford, lotta per il riconoscimento dei propri diritti civili. Richieste diverse, un nemico comune. Il comitato decide allora di ribattezzarsi LGSM (“Lesbiche e gay a sostegno dei minatori”), ed inizia una raccolta fondi per aiutare i lavoratori inglesi. Due mondi totalmente differenti vengono a confrontarsi, superano le reciproche diffidenze e fanno della lotta sociale il loro trait d’union. A Warchus piace molto giocare su queste differenze e realizza una commedia spigliata, brillante, caratterizzata in tutta la sua durata da quel sense of humor tipicamente inglese, che riesce a stemperare anche i momenti più complicati con una risata paradossale.  Il peso specifico del regista si fa sentire molto in tal senso, soprattutto in quelle scene d’impatto quasi teatrale ed operistico (si tenga in considerazione il background culturale dell’autore,  cresciuto, artisticamente parlando, nell’Accademia drammatica di Bristol), che costellano l’intero film. Tratto da una storia vera, Pride è stato presentato al Festival di Cannes 2014, nella sezione Quinzaine des Rèalisateurs, aggiudicandosi la Queer Palm, ed è candidato al Golden Globe 2015 come Miglior film commedia o musicale. In Italia, dopo il primo week-end di proiezione, la pellicola ha incassato circa 149 mila euro.

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