Ogni maledetto Natale: risata garantita per una commedia surreale

Ogni maledetto Natale: risata garantita per una commedia surreale

In una giungla di titoli che comprendono le parole “Natale” o “Vacanze a…”, che da qui a metà dicembre invaderanno le sale italiane, la nuova commedia firmata dagli autori di Boris sembra, almeno in apparenza, voler anticipare tutti. Ogni maledetto Natale esce nelle sale con un mese d’anticipo rispetto alla tabella di marcia del classico cinepanettone e già nella scelta della data d’uscita si percepisce un velato senso di derisione nei confronti di un genere sempre più indigesto. A discapito del titolo dunque, il trio Ciarrapico-Torre-Vendruscolo realizza una commedia surreale che prende il Natale come scusa per scandagliare usi e costumi di due famiglie agli antipodi. Massimo ed Alessandra (rispettivamente interpretati da Alessandro Cattelan e Alessandra Mastronardi) si innamorano all’improvviso e si ritrovano a  passare la notte della vigilia con la famiglia di lei ed il pranzo di Natale con i familiari di lui.  Da questa circostanza scaturiranno delle situazioni paradossali e tragicomiche, rese irresistibili dal fatto che ad interpretare i membri delle due famiglie saranno sempre gli stessi attori, impegnati ognuno in un doppio ruolo antitetico. In questo gioco delle parti si districano magistralmente i vari Pannofino, Giallini e Guzzanti, bravi non solo a caratterizzare i loro personaggi, ma anche a sottolineare le discrepanze tra le due famiglie. Unico sentimento comune, che aleggia come uno spettro sulle tavole imbandite, sembra essere  l’ipocrisia, che vede nell’abbuffata tradizionale natalizia la sua massima celebrazione: l’intento dei tre registi è chiaramente quello di smascherare questo finto buonismo, proponendo delle scenette che sanno tanto di Parenti Serpenti di Monicelli. Manca però la sana cattiveria monicelliana, manca il graffio, manca la riflessione tipica della commedia italiana. Senza di questo, il film scade spesso nella banalità di una trama sin troppo canonica e collaudata, causa di una sceneggiatura che spesso e volentieri perde di ritmo e coerenza. L’ilarità  è scaturita dunque, più dalla coralità e dalle buone capacità comiche degli attori che dalla effettiva efficacia della storia. Se la volontà era quella di scostarsi dai canoni tipici del nostro genere di punta, Ciarrapico,Torre e Vendruscolo ci sono riusciti solo in maniera parziale, portando a casa semplicemente un collage di sketch che effettivamente garantiscono la risata, ma  che non lasciano nulla allo spettatore nel momento in cui scorrono i titoli di coda.

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