Natale, si ‘saldi’ chi può

Natale, si ‘saldi’ chi può

Natale si avvicina ed i regali sotto l’albero diminuiscono. Gli Italiani cercano di risparmiare anche nel settore alimentare

Le vendite natalizie non decollano e la maggior parte dei nostri connazionali cerca di ridurre le spese anche per quel che riguarda il tradizionale cenone. I dati della Confesercenti confermano una riduzione della spesa del 6,2% rispetto al 2013 e addirittura del 39,9% rispetto al 2010. Sotto Natale l’Italia si divide in due categorie: chi percepisce la tredicesima, e quindi in grado di spendere il 2,6% in più rispetto a chi questa possibilità non ce l’ha, e chi fa parte dei quasi sei milioni di italiani che dovranno rinunciare ai regali per la propria famiglia. Secondo alcune statistiche solo 960mila persone -neanche il 2% del totale- spenderanno di più rispetto alla spesa quotidiana e questo ha portato molti commercianti a rassegnarsi già dalla prima settimana di dicembre ad un’idea di una possibile ripresa economica immediata. Alcuni sondaggi, realizzati sempre dalla Confesercenti, evidenziano come gli unici regali che i cittadini chiedono per il nuovo anno siano meno tasse e meno disoccupazione, preoccupazioni che non riescono ad essere alleviate neanche dall’aria natalizia.

 Sorridono solo i discount

Unici a trarre benefici dal momento nero delle nostre tasche sembrano essere i discount, che grazie ai loro prezzi vantaggiosi si sono ritagliati una fetta sempre più grande tra coloro che proprio non vogliono rinunciare al cenone. La parola d’ordine di questo Natale? Prudenza. Solo il 14% degli abitanti del Belpaese non baderà a spese, mentre il 31% crede di poter spendere le stesse cifre del 2013 e il rimanente 55% sceglierà di risparmiare.

 Saldi anticipati

Di fronte a questi dati, il 18 dicembre, alla conferenza delle Regioni, si è deciso per l’ anticipo della data di inizio dei saldi, spostata al 3 gennaio. Questo cambiamento sembra essere necessario per una possibile ripresa dell’economia, visto che, come sottolinea il presidente di Federmoda, Massimiliano Di Toma, “i saldi invernali costituiscono il 30% del fatturato totale di un negozio’’. Confinprese ha condiviso la decisione presa dalla conferenza, affermando in una nota che “l’anticipo della data potrebbe portare innegabili vantaggi ai consumatori, consentendo loro di avere più tempo per valutare ed effettuare acquisti’. Molte regioni, tra cui Liguria, Veneto e Piemonte, hanno già dichiarato l’anticipo della data, il Lazio è ancora in attesa della delibera. “Sfruttare il clima di festa può favorire una piccola ripresa nei consumi’’ con queste parole il Presidente Cna Commercio Roma ha accolto la decisione delle Regioni.

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