Marino: “Auspico che l’azione del Prefetto sia la più incisiva possibile”

Marino: “Auspico che l’azione del Prefetto sia la più incisiva possibile”

Rese note le linee guida che regoleranno l’azione del Governo sugli Atti di Roma Capitale. Sei mesi di ‘accesso’ nel merito delle decisioni prese dall’Amministrazione Capitolina

“Auspico fortemente che l’azione del Prefetto sia la più incisiva possibile in modo che se ci sono altre persone che devono andare in prigione ci vengano portate al più presto”.  Va detto che la decisione presa dal Viminale, porterà in affiancamento all’Amministrazione di Roma Capitale, tre esperti della Pubblica Amministrazione, oltre che un pool di uomini delle Forze dell’Ordine, specializzati nelle materie che hanno, di fatto, scatenato la bufera giudiziaria su Roma, con compiti di controllo sugli Atti e le Delibere approvate da Roma Capitale. “Data la gravità della situazione – ha detto ancora Marino al termine dell’incontro con il Prefetto Pecoraro – riteniamo che sia estremamente utile e sollecitiamo l’azione del prefetto con una commissione di esperti. Mi sono permesso di suggerire, ma saranno prefetto e ministro a decidere, di coinvolgere gli stessi ispettori del Mef che hanno lavorato per quattro mesi in modo da renderci conto se ci sono aspetti anche solo opachi nella gestione degli appalti nella gestione del nostro Comune. In questi ultimi giorni ci sono state diverse conversazioni telefoniche tra me e il ministro Alfano e tra quest’ultimo e il Prefetto e abbiamo pensato che a garanzia della città serva un’azione simile, ma più approfondita, a quello che io chiesi appena insediato al Mef – ha aggiunto il primo cittadino – chiedendo che i suoi ispettori venissero in Campidoglio a controllare tutti gli aspetti contabili dei cinque anni precendenti”. Dunque, Marino, chiede anche chiarezza e verifiche anche sulla precedente amministrazione guidata da Gianni Alemanno. Da registrare anche la nota del Prefetto Pecoraro, che chiarisce cosa accadrà nelle prossime ore: “Non si tratta di un commissariamento ma di tre funzionari da me delegati che accederanno ad alcuni atti del Comune di Roma e dei Municipi. Il sindaco ha offerto grande collaborazione e quindi mi auguro che questo lavoro possa iniziare già nei prossimi giorni. La legge prevedere tre commissari e uno di questi, tenuto conto del suggerimento del sindaco che ringrazio, potrebbe essere un funzionario del Mef che ha già lavorato sui conti del Comune e di questo riferiro’ al ministro. Gli altri due saranno un prefetto e un viceprefetto esperti in appalti e funzionamento degli uffici”.
Quali saranno i poteri e quale sarà la durata delle verifiche sugli Atti del Campidoglio, viene spiegato invece da una nota diffusa dal Viminale. Ecco le regole che guideranno l’azione del Prefetto di Roma sugli atti e le delibere dell’Amministrazione di Roma Capitale. Si tratta di una sorta di mini-commissariamento, che porterà ad una azione combinata di verifica su possibili tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nella macchina di gestione amministrativa e politica di Roma Capitale. “Con riferimento ai poteri di accesso delegati dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro – si legge nella nota diffusa dal Viminale- si precisa che, ai sensi dell’articolo 143 del testo unico Enti locali, al prefetto spetta nominare una Commissione d’indagine composta da tre funzionari della Pubblica Amministrazione. I componenti della Commissione saranno supportati da un nucleo di esperti appartenenti alle Forze di Polizia. La Commissione accederà agli atti del Comune al fine di verificarne eventuali possibili forme d’infiltrazione o di condizionamento, di tipo mafioso o similare, tali da compromettere il regolare svolgimento dei servizi ovvero il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale. La Commissione avrà il termine di tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili per una sola volta per ulteriori tre mesi, per rassegnare al prefetto le proprie conclusioni. In seguito, il prefetto, entro il termine di 45 giorni dal deposito della relazione, dopo avere sentito il Comitato provinciale Ordine e Sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica, invierà al ministro dell’Interno gli esiti degli accertamenti”.
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