Mafia Capitale, nel mirino della Procura una gara milionaria alla Regione Lazio

Mafia Capitale, nel mirino della Procura una gara milionaria alla Regione Lazio
Non solo il Campidoglio era nelle disponibilità del sodalizio criminale che aveva Roma in tasca. Anche la Regione Lazio era diventata un’istituzione a rischio infiltrazione. Il sistema mafioso capeggiato dall’ex terrorista nero Massimo Carminati sarebbe infatti stato ad una passo anche dal Governo. Gli inquirenti, che ieri hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 37 persone, indagate insieme ad altre 100, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, hanno già effettuato perquisizioni e sequestri negli uffici di via della Pisana. Le indagini, stando a quanto si apprende, prenderebbero in esame sia l’attuale che la precedente amministrazione regionale.
E ora spunta una gara pubblica da 60 milioni di Euro in Regione
Nell’ordinanza firmata dal Gip Flavia Costantini, in merito a una non meglio precisata gara pubblica da “60 milioni”, si legge “Carminati ricordava ai presenti che in Regione Lazio potevano contare anche sull’appoggio di Luca Gramazio”. Intanto, nel carcere romano di Regina Coeli, sono cominciati gli interrogatori di garanzia di alcuni degli indagati arrestati. Quanto alla Regione, il Consigliere Patanè, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia ha annunciatoi nella mattinata di mercoledì che “per rispetto e a tutela della istituzione regionale e al fine di garantire il più corretto svolgimento dei lavori della V Commissione (Cultura ndr) ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente della stessa. Resto sereno e fiducioso nel lavoro della magistratura nella certezza che il prosieguo dell’inchiesta proverà – conclude – la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati”.
In Campidoglio i partiti prendono tempo. Rinvio per l’Assemblea a dopo l’8 dicembre
Intanto, se alla Regione il clima si è fatto più che pesante, quello in Campidoglio è decisamente esplosivo, a tal punto che la Conferenza dei Capigruppo dell’Assemblea Capitolina, malgrado quello che stava accadendo, ha rinviato la sua riunione, per altro già programmata prima dei clamorosi fatti giudiziari. “I gruppi consiliari – ha spiegato il vicepresidente d’Aula, Franco Marino – hanno chiesto 24 ore per organizzarsi. Forse domani ci vedremo per convocare l’assemblea che dovrà eleggere il nuovo presidente. La seduta potrebbe essere questa settimana o slittare alla prossima subito dopo il ponte dell’Immacolata”. Nella capigruppo di oggi si sarebbe anche dovuta scegliere una data per un’Assemblea straordinaria sull’indagine della Procura, ma i Consiglieri e gli Assessori hanno pensato bene di tentare l’operazione di decantazione su quanto accaduto e, come detto dal Vice presidente dell’Aula Giulio Cesare, tutto dovrebbe slittare a dopo la Festa dell’Immacolata. Una decisione che punterebbe, evidentemente, a prendere tempo e tornare in pubblico dopo che l’effetto giudiziario sarà passato.
Incredibili le intercettazioni di Buzzi che lucra con la gestione dell’accoglienza ai profughi
Intanto trapelano le prime indiscrezioni sulle intercettazioni che hanno portato agli arresti ed alle centinaia di iscrizioni sul registro degli indagati. Tra queste quelle esplosive di Salvatore Buzzi che era praticamente l’uomo di fiducia del ‘nero’ Carminati. Buzzi aveva un peso non secondario nel sistema delle Coop è così parlava dei suoi affari: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. Tutto questo ruota intorno alla gestione dei cosiddetti centri di accoglienza, che si trasformano in oro per la gang criminale. Ad avare un ruolo di primo piano nella gestione degli affari illeciti è, secondo la Procura, Luca Odevaine che così viene definito: “Un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati”.
E su quanto frutti il business dell’organizzazione c’è ancora una intercettazione di Buzzi: “Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi e gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero”. Chiarissima  l’ordinanza di arresto dell’uomo delle Coop: “Ha gestito tramite di una rete di cooperative le attività economiche della associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della accoglienza dei profughi e rifugiati, della manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo corruttivo”.
Saltato Alemanno per il ‘Cartello’ criminale diventa impossibile avvicinare il successore Marino
Saltata l’Amministrazione Alemanno, con la vittoria di Marino il sodalizio criminale ha tentato di scalare, in parte riuscendoci, la stretta scalinata che porta nella stanza dei bottoni del Colle Capitolino. A parlare è sempre Salvatore Buzzi: “E mo vedemo Marino, poi ce pijiamo ‘e misure con Marino. Perchè se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati. C’avemo Ozzimo – dice – (Daniele, poi nominato assessore alla Casa indagato e ieri dimessosi, ndr)” e altri tre nomi che non sono tra i 40 indagati. Poi infila una nuova casella politico-amministrativa: “Me so’ comprato Coratti (Presidente Pd dell’Assemblea capitolina – dice ancora Buzzi -, lui sta con me, gioca con me ormai”.  Poi nell’intercettazione un’accusa precisa contro Luca Odevaine, che nel frattempo aveva un ruolo di primo piano al Tavolo nazionale sui richiedenti asilo e Buzzi, ancora una volta intercettato fissa il prezzo: 5000 euro al mese. Completamente diversa e trasparente è la posizione del Sindaco Marino, che, la gang non riesce ad avvicinare. Il ‘Nero’ Carminati in un’intercettazione dice: “Loro stanno facendo un’operazione direttamente con Zingaretti per sistemarsi Berti  questi qua, pe sistemasse… perché de Zingaretti se fidano de Marino non se fida nessuno”. Malgrado tutto e soprattutto l’impossibilità di avvicinare Marino il ‘cartello’ criminale riuscirà a piazzare Italo Walter Politano alla guida della Direzione Trasparenza, di fatto il capo dell’anticorruzione del Campidoglio. Da questa mattina, questo personaggio è stato rimosso dal suo incarico.
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