Il Sindaco Marino: “Rimarrò in sella per questo mandato e anche per il prossimo”

Il Sindaco Marino: “Rimarrò in sella per questo mandato e anche per il prossimo”
“Se andrò avanti? E ci mancherebbe altro. Io rimarrò in sella fino a fine mandato, tanto più adesso che c’è bisogno. Continuerò a guidare la Giunta in questo mandato e poi nel prossimo”. Con queste parole Il Sindaco Marino chiude una giornata cruciale per Roma Capitale e disegna scenari presenti e futuri per il suo partito. Ma ieri è stata anche la giornata dell’incontro con il Prefetto di Roma, Pecoraro, che ha salito la scalinata capitolina per incontrare proprio Marino, che al Sindaco fa una prima richiesta: “Ci sono intercettazioni con insulti che confermano che un’esposizione del sindaco c’è e va valutata con le altre forze dell’ordine. Il sindaco è un’istituzione e va protetto. Gli ho detto lei in bicicletta non deve andare più sennò è inutile parlarne”. Dopo l’incontro con Pecoraro, Marino è stato ospitato nel talk ‘Otto e Mezzo, condotto dalla Gruber ed il Sindaco sembra aver superato le difficoltà che erano arrivate con il caso Tor Sapienza che lo stava per travolgere insieme alla sua maggioranza e davanti alle telecamere de La7 ha mostrato quell’orgoglio che sembrava perso: “Ho una formazione abbastanza solida per andare avanti. Mi sento molto più determinato ora. Ora è una sfida che penso che sarà un po’ la sfida della mia vita”. Poi sul consiglio formulato da Pecoraro, ovvero rinunciare alla bicicletta: “L’incontro con Pecoraro è andato molto bene. E’ preoccupato per la mia incolumità personale e mi ha chiesto di rinunciare ad andare in bicicletta e ad accettare la protezione che ho sempre rifiutato. Gli ho risposto che voglio pensarci perchè per me non è facile rinunciare alla libertà di potermi muovere come un normale cittadino. Ho detto al Prefetto Pecoraro che voglio pensarci, dormirci su e riflettere con serietà”. Poi il Sindaco ha anche rivelato gli umori che si respirano nella sua famiglia: “Sto molto bene. Ieri ho avuto grande gioia. Mi figlia sempre contraria a mia candidatura. Ieri sera mi ha detto papà devi andare avanti questa città merita un cambiamento e penso che tu ce la farai. Penso che un cambiamento sia possibile. Quando mi sono insediato non mi immaginavo che la situazione era così difficile”. Poi su quanti sono stati direttamente coinvolti nell’affare ‘Mafia Capitale’: “Credo ci siano delle mele marce ma la nostra amministrazione si dall’inizio ha dato una fortissima discontinuità rispetto al passato. Credo che questa città abbia bisogno di una guida salda – ha aggiunto – che la porti fuori da quel porto delle nebbie che è stata soprattutto negli ultimi anni”. Poi Marino sembra scongiurare il rischio di uno scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e dunque, della sua Giunta: “Con Pecoraro (il Prefetto ndr) non abbiamo assolutamente parlato di questo. Stiamo facendo pulizia. Abbiamo un numero immenso di società e dal mese di aprile 2014 abbiamo iniziato a cancellarne 25. Addirittura una studiava se era il caso di metterle tutte insieme. Aveva un amministratore delegato che guadagnava tre volte più del sindaco”.
Appalti, verifiche stringenti in Campidoglio mentre la Regione Lazio li blocca tutti
Una verifica puntuale di tutti gli appalti del Campidoglio per verificare eventuali anomalie e zone d’ombra. Ad avviarla, alla luce dell’inchiesta sulla “Mafia capitale”, il sindaco Ignazio Marino che si è rivolto al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone: “Ho chiesto un incontro al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e ci siamo visti nei suoi uffici – ha spiegato Marino – Questa Amministrazione ha improntato il suo lavoro sulla trasparenza e per questo intendo andare fino in fondo verificando uno per uno tutti gli appalti dubbi o opachi. Insieme all’assessore al Bilancio Silvia Scozzese, abbiamo chiesto al presidente che un pool di esperti dell’Autorità passi in rassegna tutti gli appalti che sono al momento in essere e su cui nutriamo delle preoccupazioni. Questa lista, insieme a quesiti specifici sugli aspetti giuridici di altre attività in corso di Roma Capitale che sono già oggetto di indagine, costituiranno una relazione che consegneremo al presidente Cantone nelle prossime ore. Abbiamo il dovere e la volontà di andare fino in fondo, come già abbiamo fatto chiamando gli ispettori del Mef a certificare il buco di bilancio. I cittadini romani meritano rispetto e la nostra Amministrazione continuerà il suo lavoro sulla strada della legalità”. Sul versante appalti si muove anche la Regione Lazio: “In attesa delle verifiche che ho disposto sulle gare della Regione, ho intanto chiesto la sospensione dell’assegnazione delle gare in corso”, ha detto Zingaretti.
Ma l’inchiesta va avanti e si aprono filoni che portano a presunti coinvolgimenti di poliziotti infedeli
Politici e amministratori locali, criminali di lungo corso e non solo. L’inchiesta della procura di Roma sulla mafia capitolina punta ora a fare chiarezza sul presunto apporto -fatto di coperture e appoggi- che appartenenti delle forze dell’ordine avrebbero fornito al sodalizio criminale guidato da Massimo Carminati. Attualmente, stando a quanto si apprende, gli inquirenti sono a lavoro per identificare ulteriori soggetti che avrebbero veicolato informazioni sulle indagini al clan.
Prime ammissioni sui movimenti economici della banda: un libro contabile porterebbe ai destinatari delle tangenti
Ha ammesso di aver gestito un libro contabile sul quale erano annotate entrate, uscite e destinatari delle tangenti. Così, a quanto si è appreso, durante l’interrogatorio di garanzia, Nadia Cerrito, già segretaria di Salvatore Buzzi, arrestata nell’ambito dell’inchiesta “mafia capitale” con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso e corruzione aggravata. La donna ha risposto alle domande del giudice durante l’atto istruttorio, specificando che le cifre riportate sul libro contabile erano elargite dallo steso Buzzi e dall’ex Nar Massimo Carminati. Tra altri sette indagati, chiamati a rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Flavia Costantini, solamente il commercialista Claudio Turella ha scelto di parlare. Alessandra Garrone, Emilio Gammuto, Paolo Di Ninno, Giuseppe Mogliani, Emanuela Bugitti e Pierina Chiaravalle, si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.
Massimo Carminati era pronto alla fuga ed aveva cambiato abitudini di vita
Massimo Carminati, sarebbe stato a conoscenza del suo imminente arresto. Secondo quanto si apprende, avendo avuto sentore del precipitare degli eventi, avrebbe improvvisamente cambiato abitudini di vita. Nei giorni precedenti all’arresto, sentendosi braccato, l’ex Nar, che aveva pianificato una fuga all’estero, si sarebbe tenuto lontano da casa per molte ore al giorno e avrebbe limitato al massimo l’utilizzo del telefono cellulare
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