L’Istat contabilizza lo scandalo delle partecipate pubbliche

L’Istat contabilizza lo scandalo delle partecipate pubbliche

Nel 2012, sono 11.024 le unità per le quali si registra una forma di partecipazione pubblica in Italia, con un peso in termini di addetti pari a 977.792. Sono questi i numeri impietosi e che lasciano poco spazio a valutazioni positive, diffusi lunedì mattina dall’Istat. Lo scandalo è che tra le partecipate pubbliche le imprese attive sono solo 7.685, il 69,7% del totale. L’Istat fa inoltre sapere che le non attive sono 1.454, 994 quelle fuori dal campo di osservazione del registro Asia imprese; 891 le unità residuali che impiegano 9.963 addetti.  Sono quasi 2 mila, per la precisione 1.896, le partecipate pubbliche con zero addetti, tra le 7.685 imprese attive. La quota di partecipazione pubblica considerata è qualsiasi quota maggiore di 0 e fino al 100% del capitale delle unità partecipate. Il 25,6% delle unità analizzate è partecipato al 100% da soggetti pubblici, il 29,1% delle unità è partecipato per una quota compresa tra il 50% e il 99,9%. Il 27,1% per una quota inferiore al 20%. Il 68,7% delle unità (7.574) è partecipato da un solo soggetto pubblico. Gli addetti corrispondenti a tali unità sono 738.713, pari al 75,5% del totale. Tra le unità a partecipazione pubblica in Italia, le imprese attive sono 7.685. Esse impiegano 951.249 addetti, ovvero il 97,3% degli addetti di tutte le partecipate. Il 41,1% delle imprese è organizzato nella forma giuridica di società a responsabilità limitata ma il loro peso in termini di addetti è solo dell’8%. La dimensione media delle imprese partecipate è di 124 addetti per impresa. La forma giuridica con la dimensione media maggiore (307 addetti per impresa), è la società per azioni, scelta dal 33% delle imprese partecipate, che ha un peso in termini di addetti dell’81,9% sul totale delle imprese partecipate.

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