L’ex ministro francese socialista dell’Economia Montebourg fa l’elogio di Renzi sull’Ilva. Incredibile

L’ex ministro francese socialista dell’Economia Montebourg fa l’elogio di Renzi sull’Ilva. Incredibile

Quando si dimise da ministro dell’Economia perchè non aveva condiviso la linea economica del rigore imposta dal presidente Holland, Arnald de Montebourg non solo si portò dietro una scia di velenosi contrasti con l’Eliseo, e tre altri ministri della parte più gauchista del Partito socialista, ma si rese protagonista della caduta del governo Ayrault e dell’ascesa di Manuel Valls, oggi premier. Dalle sue dimissioni in poi, Montebourg non ha fatto mancare la sua dose di critiche quotidiane a Hollande e a Valls, giudicando le loro politiche “conservatrici”. Insomma, Montebourg per l’opinione pubblica francese è un politico di sinistra, socialista, tutto d’un pezzo, che ha negato fino alla fine scelte di austerità e di rigore. Per questo, ciò che è accaduto ci spinge a qualche sorriso, ma anche a qualche amara constatazione.

Inaspettatamente, il 30 dicembre, Montebourg lancia via twitter una provocazione, che più strumentale di così non si potrebbe. A proposito delle politiche di Renzi sull’Ilva, Montebourg scrive: “la lezione magistrale di coraggio di Renzi a Hollande: il decreto di temporanea nazionalizzazione delle acciaierie dell’Ilva la vigilia di Natale”. L’ex ministro socialista francese allude alla decisione del premier Renzi di “nazionalizzare” per tre anni l’Ilva di Taranto. In realtà, si tratta di amministrazione straordinaria, con la nomina di tre commissari “per la gestione del rilancio del sito, accompagnata da investimenti pubblici su un periodo valutato tra i 18 e i 36 mesi”, come aveva specificato lo stesso Renzi. Si tratta della stessa proposta che l’allora ministro delle attività produttive francese, appunto Montebourg, fece ad Hollande nel novembre 2012 per evitare la chiusura degli altiforni di Arcelor Mittal a Florange. Hollande aveva rifiutato questo scenario, proprio per il decisivo intervento pubblico, privilegiando invece una strada che manteneva in Francia la multinazionale, ma con il licenziamento di moltissimi lavoratori. Insomma, Montebourg usa strumentalmente la scelta di Renzi, perchè Holland ascolti e impari la lezione.

Non fosse bastato il tweet di Montebourg, si è aggiunta anche un’altra ex ministro, Aurelie Filippetti, anche lei dimissionaria per contrasti con Hollande. E anche lei ha voluto esaltare la scelta di Renzi in un tweet: “Renzi nazionalizza temporaneamente l’acciaieria dell’Ilva, un’amministrazione deve saper prendere decisioni coraggiose”. Due punti di vista che dimostrano quanto caldo sia il tema delle nazionalizzazioni nel dibattito della sinistra europea.

Forse, ai due ex ministri occorrerebbe dare il buon consiglio di non usare Renzi come il campione di scelte politiche di sinistra da contrapporre a monsieur Hollande, e soprattutto di effettuare le debite verifiche su come davvero sono andate le cose per la soluzione dell’Ilva e su quali soggetti sociali e sindacali siano stati i veri protagonisti. Prima di lanciare cinguettii che certo fanno parlare la stampa francese, Montebourg e la Filippetti dovrebbero studiare un po’ meglio le cose italiane.

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