La Russia imporrà barriere doganali al grano europeo, riducendo le esportazioni

La Russia imporrà barriere doganali al grano europeo, riducendo le esportazioni

I prezzi del grano europeo sono scesi a metà giornata, lunedì 22 dicembre, dopo la conferma che il governo russo introdurrà prossimamente barriere doganali per ridurre le esportazioni di cereali. La Russia spera così di aumentare la domanda e di provocare un abbassamento dei prezzi nel mercato interno, dopo i giorni della rovinosa caduta del Rublo. La misura sarà messa a punto e presentata dal primo ministro, Dimitri Medvedev, tra qualche ora. La caduta del Rublo, che rende le esportazioni più competitive per gli agricoltori russi, ha comportato una forte crescita dei prezzi del grano in Russia, nonostante la presenza di una mietitura tra le più abbondanti mai registrate, con 104 tonnellate di cereali.

“Dobbiamo disporre di riserve minime che assicurino la sicurezza alimentare della Russia”, ha dichiarato Medvedev. “In questo contesto, penso che sia giunto il tempo per decidere restrizioni amministrative alle esportazioni”. Secondo il viceprimoministro Dvorkovitch, la Russia ha esportato in luglio 21 milioni di tonnellate di cereali, su un potenziale annuale di 28 milioni. I corsi del grano sono già scesi del 4% la settimana scorsa sul mercato delle materie prime di Chicago, e l’evento ha fatto chiedere agli operatori americani un nuovo embargo contro Mosca.

La settimana scorsa, le autorità russe avevano smentito questa ipotesi, applicata già nel 2010 dopo una violenta siccità che aveva reso scarso il raccolto. Ma nei fatti, le autorità sanitarie avevano cessato di consegnare la settimana scorsa i certificati necessari alle esportazioni, e la società dei treni merci si era dichiarata nella impossibilità di trasportare i carichi di cereali verso i porti. Questi due sviluppi sono stati interpretati come un modo per frenare le esportazioni. Impediti nei fatti ad operare, i grandi esportatori, riuniti nell’Associazione internazionale degli esportatori agricoli, hanno annunciato venerdì scorso la sospensione degli acquisti di grano russo, “fino a quando la situazione della disponibilità dei cerali e il loro prezzo non saranno stabilizzati”.

La federazione internazionale dei produttori cerealicoli ha previsto oggi che queste limitazioni potrebbero condurre ad una riduzione delle seminagioni e dunque della prossima raccolta di grano, minacciando i redditi degli agricoltori.

Share

Leave a Reply