Marino: “La mia poltrona non è vacante e non lo sarà per molti anni”

Marino: “La mia poltrona non è vacante e non lo sarà per molti anni”
Ignazio Marino, rilancia, ancora una volta il suo ruolo di svolta e soprattutto di Sindaco nel pieno dei poteri di Roma Capitale. Orgoglioso il suo intervento alla trasmissione di Rai3 ‘Pane Quotidiano’, dove, tra le tante cose ha ribadito che il posto da Sindaco “non è vacante e non lo sarà per molti molti anni”. Le attenzioni del primo cittadino si sono poi concentrate sul partito che lo esprime, l’azionista di maggioranza, dell’attuale coalizione che governa la Capitale: “Credo che la questione che il Pd a Roma debba essere rifondato sia un fatto evidente. Le correnti “fanno riferimento anche a figure che di fatto non hanno portato un contributo reale nella città, non hanno cambiato i trasporti, l’urbanistica, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Come dice il commissario del Pd Roma nominato da Renzi, Orfini, è tutto un mondo che dev’essere superato e rifondato”. Poi sugli sviluppi dell’inchiesta Mafia Capitale, che ha già visto impegnato su un processo di legalità il Campidoglio e che ha portato, anche gli industriali romani ad allinearsi: “Ho avuto modo di parlare con Maurizio Stirpe e voglio esprimere sincero apprezzamento per la decisione di Confindustria di costituirsi parte civile nel procedimento avviato dalla Procura di Roma contro la cupola criminale che operava della Capitale. Sono davvero orgoglioso di poter contare su una realtà, come quella delle imprese, che coraggiosamente decide di opporsi a ogni legame tra affari e criminalità. Roma Capitale si è già costituita parte offesa e sarà parte civile, ritengo dunque molto significativo che anche il mondo produttivo, che rappresenta un pezzo fondamentale del tessuto civile, scelga con chiarezza di stare dalla parte giusta”. Marino, nel corso dell’intervista a Rai3, ha anche affrontato il nodo delicatissimo della figura di Luca Odevaine, che aveva avuto esperienze di primo piano nelle precedenti amministrazioni di Centrosinistra: “Non lo conosco, devo dire con onestà che quando stavo costituendo la prima giunta, un anno e mezzo fa, valutai anche per alcuni ruoli all’interno del Campidoglio il suo curriculum, che così come mi venne presentato era di ottimo livello. Certo, sono rimasto sconvolto dall’apprendere che una persona con quel curriculum abbia avuto un passato e anche un presente così legato alla criminalità”. Ma quella di ieri è stata anche la giornata in cui, alcuni degli indagati, hanno voluto rompere il silenzio, di fronte ad un tiro al piccione da parte di alcuni organi d’informazione legati alla destra. Tra questi spicca la presa di posizione del parlamentare Democratico Umberto Marroni, che replica duramente ad alcune ricostruzioni: “Leggo, ancora oggi, purtroppo una ricostruzione giornalistica, su spezzoni di intercettazioni estrapolate dal contesto, in cui viene tirata in ballo la mia persona, totalmente falsa, in quanto non ho né un cavallo, non sapendoci neanche andare, né una barca, come peraltro è facilmente riscontrabile nella documentazione patrimoniale pubblicata sul sito della Camera dei Deputati. Mi spiace infine appurare- scrive ancora Marroni-che l’articolo di un noto quotidiano nazionale è nuovamente costruito in maniera diffamatoria quando si cita un mio sms che si riferisce, non certo agli appalti Atac come il giornale lascia intendere, e di cui ovviamente non mi sono mai occupato, ma ad una discussione che ci fu tra Andrea Carlini e Salvatore Buzzi, che ritenevamo fino a qualche giorno fa esponente di una cooperativa modello nel recupero di ex detenuti e persone disagiate. Una discussione nata su una questione che nulla ha a che vedere con l’Atac, come tra l’altro ha spiegato Andrea Carlini in una nota stampa riportata qualche giorno fa dalle agenzie che non viene inspiegabilmente citata dai giornalisti, e che non mi riguardava come comunicai allora agli interessati”. Sintetica e velenosa la dichiarazione del Presidente del Pd e commissario di Roma per il suo partito, Matteo Orfini, che  in due righe critica duramente la capacità di esternazione del Prefetto Pecoraro, che già aveva ricevuto una battutaccia del Sindaco Marino. “Ora tra le tante curiosità della situazione romana – scrive in un twit Orfini- c’è anche quella di avere un prefetto che fa più interviste e dichiarazioni di Salvini”. Infine da registrare anche la presa di posizione del ministro Marianna Madia che fa una sua valutazione su quanto è accaduto, sta accadendo ed accadrà a Roma: “Noi abbiamo una responsabilità collettiva, con Marino, il nostro sindaco, quella di governare in modo veloce, con urgenza, di dare soluzione ai tanti problemi di vita quotidiana dei romani, già duramente colpiti da una crisi che dura da molti anni e che quindi non si meritano di rischiare la paralisi dell’amministrazione”.
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