La Juve pareggia, la Roma vince e va a -1, la Lazio terza

La Juve pareggia, la Roma vince e va a -1, la Lazio terza

La quindicesima giornata puntava tutto sulle squadre genovesi per ridare fiato al campionato e così è stato: la Sampdoria ha bloccato sul pari la Juve a casa sua e il Genoa, a Marassi,  si è fatto superare, fra mille polemiche, da una rediviva Roma che, recuperando due punti, si  posiziona ad una sola lunghezza dalla capolista, riaprendo la lotta per lo scudetto.  Le due squadre di testa provenivano da differenti esiti infrasettimanali in campo europeo e, per questo erano attese al varco, in particolare la Roma dopo la deludente eliminazione Champions.

Le avversarie di turno erano proprio quelle che, all’unanimità, venivano  considerate non più rivelazioni ma vere e proprie nuove realtà e, di conseguenza, avrebbero potuto e dovuto costituire una valida prova di forza per il duetto di testa.

La Juve bloccata.  L’undici di Allegri, seppure in vantaggio, non è stato capace di  conquistare la posta piena, facendosi raggiungere con un gol di un attaccante di sua comproprietà, quel Manolo Gabbiadini, lasciato da Mihajlovic inspiegabilmente in panchina e mandato, provvidenzialmente,  in campo, solo nella ripresa,  giusto in tempo per fare il risultato e creare qualche problema alla Juve, costringendo tutti a chiedersi quale fosse il motivo per il quale la stessa Juve voglia disfarsi definitivamente di Gabbiadini, cedendolo al Napoli, secondo sicure voci di mercato. Questa battuta d’arresto bianconera contro una pimpante Samp deve far meditare perché nelle ultime tre partite, compresa quella con l’Atletico, ci sono stati solo tre pareggi con un solo gol fatto; forse la qualificazione in Champions ha stressato la squadra ma già da domenica a Cagliari si attende un immediato ritorno ai vecchi soliti livelli in vista della finale di  Supercoppa  col Napoli della prossima settimana; se così non fosse ci sarebbe da preoccuparsi.

La Roma reagisce bene.  Preziosissimo successo quello della Roma contro un Genoa sfortunato per l’espulsione del portiere Perin dopo mezz’ora e dell’allenatore Gasperirni durante l’intervallo,  ma di certo non all’altezza delle precedenti  belle prestazioni.  I giallorossi, con un magnifico quanto fruttifero gol di Naiggolan, hanno conquistato tre importanti punti al termine di una gara alquanto sofferta, anche oltre i 90′ regolamentari con polemiche arbitrali, recriminazioni e pubblico in subbuglio e, in più,  con l’improvvido presidente Preziosi che gettava benzina sul fuoco con dichiarazioni fuori da ogni logica.

Anche la Lazio al terzo posto.  Intanto l’ambitissimo (da troppe squadre….) terzo posto, per ora,  è occupato oltre che dalle due genovesi anche dalla Lazio,

che, surclassando (3-0) una deficitaria Atalanta dopo la vittoria di Parma, alla chetichella,  è entrata nella zona che conta ben condotta da uno splendido Mauri (2 gol) che non ha fatto rimpiangere l’assente Candreva. Una prova davvero super quella della Lazio, attesa, ora, a confermare d’avere i requisiti per restare a ridosso delle grandi.   Mentre la Samp, con il pareggio di Torino, ha consolidato la sua forza e anche le sue ambizioni, si attende di verificare  quale reazione avrà il Genoa, uscito con le ossa rotte contro la Roma.

A due punti c’è anche il Milan. Vittoria doppiamente importante quella del Milan sul malcapitato Napoli che consente ai rossoneri di agguantare i partenopei in classifica e, soprattutto, di portarsi a due soli punti dal terzo posto che rappresenta il traguarda da raggiunger assolutamente (secondo Berlusconi….). Si è visto un bel Milan, a tratti veramente forte, ma fino a che punto è stato tutto merito suo,  visto che, di contro, l’avversario è apparso decisamente insufficiente ?  Il Napoli, per stessa ammissione del suo allenatore, quanto a gioco,  ha totalmente deluso, nonostante qualche azione pericolosa, peraltro vanificata da Diego Lopez; la pochezza degli azzurri deve costituire un campanello d’allarme per Benitez, notato troppo affaccendato a prendere appunti scritti in panchina anziché guidare i suoi uomini in campo,  apparsi senza nerbo, svogliati e inconcludenti. Alla fine, esiti diametralmente opposti: Milan ritrovato e sulle ali dell’entusiasmo, Napoli troppo dimesso per essere vero.

Attenzione, Fiorentina in arrivo. Distanziata di  appena un punto si è piazzata una scoppiettante Fiorentina,  passata alla grande a Cesena (4-1) e al quarto risultato utile consecutivo (tre vittorie e un pareggio, quello con la Juve) in una partita senza storia per i padroni di casa nonostante il cambio dell’allenatore.

Centro e fondo classifica. Mentre Parma e Cagliari, da bravi parenti poveri, si sono divisi la posta con uno scialbo 0-0 che serve, però,  a dare segni di vita per entrambe, solo dopo i posticipi di stasera (Empoli-Torino e Chievo-Inter) ci potrà essere la classifica definitiva di questo turno che ha visto un gran bel Palermo, al settimo risultato favorevole,  battere un combattivo Sassuolo e un Verona ribaltare il risultato in quel di Udine, grazie anche al gol n.300 di   Luca Toni che aveva pareggiato il duecentunesimo di Di Natale: due vecchietti questi che non hanno ancora perso il vizio e il gusto della rete e possono permettersi di fare gli sberleffi a tanti quotati colleghi d’area, milionari per loro e deludenti  per le loro squadre.

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