Il Napoli, ai rigori, batte la Juve e vince la Supercoppa

Il Napoli, ai rigori,  batte la Juve e vince la Supercoppa

Il primo torneo della stagione 2014/2015…..Va al Napoli che in quel di Doha, capitale del Qatar, fra avveniristici grattacieli, è riuscito ad innalzare la Supercoppa italiana, dopo aver superato la Juventus ai rigori, al termine di una contesa che sembrava non dovesse finire mai:  1-1 al 90′, 2-2  dopo i supplementari, 8-7 dopo i rigori.  E’ stata sicuramente una delle partite più emozionanti , con continui colpi di scena, con il risultato perennemente in bilico, conquistato, perso, riacciuffato,  sempre all’ultimo respiro.

Argentini i veri mattatori. La Juve aveva avuto, sciupandole,  almeno tre occasioni per chiudere la questione mentre il Napoli aveva colpito due volte il palo ma, nel corso dei 90′, i veri protagonisti sono stati Tevez e Higuain, non solo confezionando, con le loro doppiette,  il 2-2  al 120′ regolamentare,  quanto costituendo una costante spina nel fianco delle difesa avversaria, senza dare mai nulla per  scontato.                                                                                                                 Una volta in vantaggio, Allegri, al 66′,  ha pensato più a coprirsi che a giocarsi la partita a viso aperto, sostituendo Pirlo, fra lo stupore generale,  e il Napoli, ironia della sorte,  di lì a poco pareggiava. Gli uomini di Benitez ci credevano, volevano vincere, era evidente dalla determinazione espressa in ogni attimo e,  riprendevano di buona lena acciuffando, meritatamente,  il pari.   Stessa, identica situazione nella mezz’ora di supplementari: il  bis di Tevez aveva mandato tutti in visibilio, giocatori e dirigenti bianconeri in tribuna e stavolta sembrava proprio fatta ma, dopo alcune reciproche occasioni fallite, ecco che Higuain rimetteva tutto in gioco al 118′.  Ai rigori, ci si presentava con i giocatori juventini visibilmente provati mentre quelli napoletani, per quanto tesi, decisi a non farsi sfuggire l’occasione dopo il duplice recupero del risultato.

Che rigori !  Anche i rigori si trasformavano in una rocambolesca altalena pendente di qua e di là con gli errori e i gol che venivano sempre controbilanciati dal tiro successivo fino a quando il rigore di Padoin non finiva sopra la traversa e l’incubo era finito.

Rammarico Juve.  Perdere una finale all’ottavo rigore, dopo essere stati in vantaggio due volte in partita,  brucia non poco e la delusione è maggiore ove si pensi che la Juve, per tanti, ovvii,  motivi,  godeva di tutti i favori  del pronostico e probabilmente, nella squadra e nella società, tutti erano pressoché certi, al di là delle scontate dichiarazioni di facciata,  di portare a casa il primo trofeo della stagione…. Non è andata così e i motivi vanno approfonditi, a mente fredda, una volta incassata la sconfitta.

Gioia Napoli, squadra e città.   Altra musica sul fronte partenopeo. Lo stentato avvio in campionato, l’eliminazione dalla Champions, le recenti polemiche su Benitez:  tutto accantonato.  Sotto il Vesuvio, con questa clamorosa e per certi versi sorprendente vittoria, è tornato a splendere il sole perché la squadra ha dimostrato ampiamente di essere viva, riuscendo persino a coprire con le genialità di un paio di campioni di razza  i limiti acclarati  di alcuni comprimari che, peraltro, in questa storia serata, anche loro,  hanno fatto ricredere parecchi scettici… Intanto, il 2014,  per il Napoli,  si chiude con due trofei, questo e la Coppa Italia e, per ora, si può essere soddisfatti.

Riflessi sul campionato ?   Una Juventus  che perde una partita, peraltro una finale, fa effetto ed ora ci si chiede quali conseguenze ci saranno in campionato (i romanisti gongolano…);  forse le due settimane di sosta potranno eliminare le tossine e rinfrancare il morale in vista della ripresa che sarà costituita da un Juve-Inter, impegno non da poco, e solo allora si potrà verificare quali conseguenze avrà lasciato questa delusione in chi non è abituato a perdere.

Riflessioni sulla Supercoppa Italiana.     A dispetto del nome, per distinguerla da quella internazionale,  negli ultimi sei anni questa finale si è disputata quattro volte all’estero e solo due in Italia con motivazioni puramente economiche visti gli incassi da sponsor stranieri. Nel 2002, la stessa si disputò addirittura a Tripoli, in Libia, paese ignoto ai palcoscenici calcistici ma, all’epoca, lì imperversava Gheddafi, notoriamente amico di Berlusconi, anch’egli, guarda caso, in quel periodo premier in Italia.

Dodici anni fa, probabilmente, le motivazioni di quella scelta logistica erano state anche politiche, oggi, quel che conta è incassare il massimo possibile, facendo fare passerella ai nostri campioni in carne ed ossa. Un’ennesima conferma, questa della Supercoppa, che il calcio è un business gestito o condizionato sempre e solo dai ricchi di turno o di zona geografica…..

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