Il Campidoglio, pronto a lasciare la partecipazione in Fiera di Roma

Il Campidoglio, pronto a lasciare la partecipazione in Fiera di Roma
“Credo che sia venuto il momento di una svolta, il momento in cui Roma Capitale concentri i sui sforzi, non solo finanziari, sulle vere funzioni di un Comune, lasciando invece campo alle attività che spettano ai privati. Per questo ho incontrato il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi per annunciargli la mia intenzione di uscire dalla società che gestisce la Fiera di Roma, così come faremo anche da altre strutture che intrecciano il Campidoglio e la Camera di Commercio”. Così, in una nota, il sindaco Ignazio Marino. “E’ una rivoluzione coerente con la mia idea di cambiamento della città e del modo in cui va governata. La Fiera di Roma – prosegue il sindaco – è da sempre in una situazione di grande difficoltà e credo che ci siano invece forze produttive e imprenditoriali capaci di risollevarla, lasciando Roma Capitale al suo impegno per i servizi ai cittadini. Infatti, in un momento così difficile economicamente abbiamo costruito il nostro bilancio all’insegna di una radicale riorganizzazione delle spese e degli impegni dell’Amministrazione per concentrarsi sui servizi necessari a questa meravigliosa città. Lo stesso stiamo facendo ora con le società, come la Fiera, in cui la presenza del Comune non è strategica per i romani e che deve cercare una nuova dimensione imprenditoriale”.  “Alla riunione con il presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi, il vice Presidente e il segretario generale, Lorenzo Tagliavanti e Pietro Abate – precisa il Campidoglio nella nota – hanno partecipato gli assessori capitolini al Bilancio Silvia Scozzese e alla Roma Produttiva Marta Leonori. Durante l’incontro è stato affrontato anche il progetto di Roma Capitale relativamente a società partecipate che non rientrano nelle attività strategiche proprie del Comune e del futuro di realtà come il Car (Centro Agroalimentare di Roma s.c.p.a), il Cif (Centro Ingrosso Fiori s.p.a.) e Alta Roma. Su ciascuna di esse saranno a breve messe in campo specifiche azioni per una razionalizzazione delle partecipazioni e delle attività che queste svolgono.
La società Investimenti spa (Fiera di Roma), in particolare, istituita nel 2005, è partecipata dalla Camera di Commercio di Roma (58,538%), Roma Capitale (21,762%), Regione Lazio (9,800%) e da Sviluppo Lazio (9,800%). Ad oggi ha un debito di circa 200 milioni derivante dalla realizzazione della nuova Fiera di Roma. Il percorso disegnato dall’amministrazione per questa società prevede ora la nomina rapida di un Amministratore Delegato a cui affidare un mandato chiaro per la definizione di un piano finanziario e la ricontrattazione del debito pregresso con le banche creditrici, così da consentire una exit strategy che non produca ulteriore perdita di valore”. Sulla posizione del Comune di Roma, da tenere in cosiderazione anche le valutazioni di Unindustria: “L’uscita del Comune dalla gestione della Fiera di Roma è una decisione che condividiamo e che va nella direzione che Unindustria ha sempre fortemente auspicato. Infatti il pubblico deve concentrare tutti i suoi sforzi per dare il massimo dei servizi ai cittadini e lasciare sempre di più ai privati la gestione di asset strategici per la città, come la Fiera di Roma”. Lo dichiara in una nota Maurizio Stirpe, Presidente di Unindustria. “Questo importante passo però – spiega – non può essere scollegato dalla valorizzazione della ‘vecchia Fiera’ di Roma che, da oltre otto anni, deve essere messa sul mercato per consentire ai privati della ‘nuova Fiera’ di potenziare una società che, per troppo tempo, non ha generato redditività, ma soltanto comportato un danno di oltre 100 milioni di euro. All’uscita del Comune dalla Fiera di Roma deve far seguito, nei prossimi mesi, l’abbandono di tutte le quote delle società partecipate e un programma più vasto di liberalizzazioni e privatizzazioni con un duplice obiettivo: da un lato, portare un beneficio notevole al dissestato bilancio del Comune e, dall’altro, rendere servizi più efficienti ed efficaci, a costi competitivi, nell’interesse dei cittadini e dei contribuenti”. “Su questa strada – conclude Stirpe – Unindustria sarà sempre a fianco del Comune, mettendo a disposizione tutto il suo know-how affinché questo programma così ambizioso, che i romani aspettano da decenni, possa finalmente essere realizzato”.
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