Il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno delle Primarie di domenica

Il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno delle Primarie di domenica

Primarie in Veneto

Il segretario regionale del Pd veneto, Roger de Menech, si è indignato quando un giornalista gli ha chiesto, al termine dello spoglio, se il dato dell’affluenza alle Primarie dovesse considerarsi un flop. E ha replicato così: “40mila votanti alle primarie sono un successo. Rappresentano il doppio degli iscritti al Pd veneto”. Per la precisione, alle primarie per designare il candidato a governatore, in Veneto hanno votato ieri, domenica 30 novembre, 39.619 persone, mentre furono più di 170.000 alle primarie nazionali. Ne è uscita vincitrice, secondo i pronostici, Alessandra Moretti, eurodeputata ora, deputata nazionale, prima, ex portavoce di Bersani, ed ex vicesindaco di Vicenza, convertita al renzismo, con 25.920 preferenze. Dunque sarà lei a sfidare il governatore leghista uscente Luca Zaia, nel 2015. Fin qui nessuna sorpresa. Ciò che davvero sorprende è l’entità dei due numeri: 20.000 iscritti al Pd veneto e circa 40.000 votanti alle Primarie. Nell’un caso e nell’altro, rappresentano la spia cattiva di un evidente, palese, distanziamento dalla politica come partecipazione attiva dei veneti. Alle regionali del 2010, il Pd presentò quale candidato, insieme al centrosinistra, il leader della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ed ottenne 456.000 voti. Alle Politiche del 2013, ottenne circa 600.000 voti, e alle Europee del 2014, seguendo il trend nazionale, guadagnò la cifra record di 899.723 voti. Da questo punto di vista, si direbbe un partito in ottima salute. Eppure, se facciamo qualche calcoletto, scopriamo che in Veneto, la media è di un iscritto ogni 45 voti al Partito democratico, e il rapporto tra l’affluenza alle Primarie di domenica e i voti alle Europee, è di uno a 30, circa. Più o meno, le stesse medie statistiche si registrarono il 23 ottobre 2014 durante le primarie dell’Emilia Romagna, e sappiamo come sia finita, con un’affluenza negativa che ha toccato il minimo storico, in Italia. E curioso è anche il dato dell’affluenza generale al voto in Veneto: era dell’82% alle Politiche del 2013, scese al 64% alle Europee. Le primarie di domenica andrebbero interpretate secondo questa tendenza di progressivo allontanamento di tanti elettori dalle urne. Il bicchiere è mezzo vuoto, insomma.

Primarie in Puglia

I siti ufficiali del Partito democratico pugliese non aveva ancora provveduto a inserire i dati relativi alle Primarie del Centrosinistra pugliese, nel momento in cui scriviamo. Facciamo dunque affidamento a quanto scrive il quotidiano di Bari, la Gazzetta del mezzogiorno. Secondo quest’ultima, l’affluenza è stata pari a 140.000 votanti (nella serata di domenica, però, era stata fornita alla stampa la cifra di 100.000). Ha vinto il segretario regionale ed ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, col 57% dei voti. Alle primarie del 2010, quelle che confermarono per la seconda volta Nichi Vendola a candidato unitario dell’intero Centrosinistra pugliese, votarono 193.000 cittadini. Non conosciamo le cifre relative agli iscritti al Pd, quindi non possiamo fare raffronti. Conosciamo però i dati del Pd, e del Centrosinistra, delle scorse elezioni. Raffrontiamoli, e cerchiamo di capire quali riflessioni trarne. Nel 2010, Vendola fu eletto governatore con più di un milione di voti, dei quali 410.000 furono ottenuti dal Pd. Nel 2013, alle Politiche, il Pd confermò sostanzialmente i suoi voti, attestandosi a 407.000 voti. Alle Europee del 2014, nonostante il vistoso calo dell’affluenza, giunta al 51% degli aventi diritto, il Pd ottenne 550.000 voti, e il Centrosinistra si attestò attorno ai 620.000 voti complessivi. Dunque, quasi un votante di Centrosinistra su 5 ha votato alle Primarie di domenica. Dal punto di vista dei rudi dati numerici, ha quindi piena legittimità l’ormai candidato governatore Emiliano a cantare vittoria, perché comunque l’affluenza alle Primarie fa pensare ad un bicchiere mezzo pieno, a differenza del Veneto. E ha ragione anche il responsabile pugliese Pd degli Enti Locali, De Santis, quando dice che la Puglia “si conferma terra delle primarie”.

Osserviamo, infine, che sia per le Primarie venete, che per le Primarie pugliesi, la stampa nazionale ne ha parlato solo in rare occasioni e quella locale ha puntato i riflettori sui candidati dati per vincenti, trascurando gli outsider.

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