Grecia: secondo nulla di fatto al Parlamento per l’elezione del presidente della Repubblica

Grecia: secondo nulla di fatto al Parlamento per l’elezione del presidente della Repubblica

Il Parlamento greco non ha eletto il presidente della Repubblica nel corso della seconda votazione prevista per la mattina del 23 dicembre. 168 sono stati i voti favorevoli per il candidato del centrodestra, l’ex commissario europeo Stavros Dimas, proposto dal premier Samaras, e 131 invece i voti contrari. Come nel primo turno, anche per il secondo era necessaria una maggioranza qualificata di 200 voti sui 300 parlamentari. Mercoledì 17 dicembre, al primo turno, i voti favorevoli furono 160, dei quali 155 provenivano dalla coalizione conservatori-socialisti di Samaras e 5 da deputati indipendenti. Il voto di martedì 23 segna un lieve progresso nei numeri, di appena 8 deputati, probabilmente insufficienti a ottenere l’elezione al terzo turno, previsto per il 29 dicembre, quando basteranno 180 voti. Nel caso di mancata elezione anche al terzo turno, la Grecia andrà ad elezioni legislative anticipate, probabilmente il primo febbraio 2015.

È stato comunque un week end impegnativo per il premier Antonis Samaras, che le ha probate tutte pur di pervenire alla elezione del presidente della Repubblica. Ha fatto concessioni alle opposizioni, si è impegnato a rivedere l’agenda legislativa e si è detto pronto ad avanzare programmi per giugno 2016 già alla fine del 2015. Infine, ha evocato la possibilità di allargare la composizione politica del governo all’indomani della elezione del presidente.

I sondaggisti greci, in previsione di elezioni anticipate, già complulsano l’elettorato e parlano di una forte ascesa di Syriza e di Tsipras, che vincerebbe di circa 3 punti contro Nuova Democrazia del premier Samaras. La Borsa di Atene, a sua volta, pare trascinata al ribasso dal nulla di fatto in Parlamento, cedendo 2.05 punti.

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