Grecia: elezioni anticipate il 25 gennaio. Syriza in testa nei sondaggi.

Grecia: elezioni anticipate il 25 gennaio. Syriza in testa nei sondaggi.

I parlamentari greci hanno scelto la dissoluzione e le elezioni anticipate, piuttosto che votare il candidato proposto dal premier Samaras e dalla coalizione di centrodestra, l’ex commissario europeo Stavros Dimas. Sono stati solo 168 i voti che lunedì 29 dicembre il candidato conservatore è riuscito ad ottenere, al terzo turno, sui 180 necessari per essere eletto presidente della Repubblica greca. Il Parlamento greco viene così automaticamente sciolto entro dieci giorni, e verranno organizzate le elezioni legislative anticipate, fissate per il prossimo 25 gennaio 2015. E certamente saranno elezioni estremamente delicate e importanti, forse le più importanti in Grecia nella sua storia democratica.

Alexis Tsipras, leader di Syriza, partito di sinistra radicale, e nettamente in testa nei sondaggi, ha commentato così l’esito del voto: “il popolo ha mostrato la sua volontà di porre fine alle politiche di rigore”. Syriza ha nel suo programma non l’uscita dall’Euro, come qualche organo di stampa si ostina a scrivere (e qualche giornalista si ostina a ripetere acriticamente perfino nel corso della conferenza stampa del premieri italiano Renzi), ma la rinegoziazione strategica delle condizioni dell’aiuto finanziario alla Grecia accordato da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, in modo da ridefinire il debito pubblico greco. Ora, il popolo greco l’ha capito così bene, cioè ha compreso che dalle politiche di austerità si può uscire, da scegliere Syriza come primo partito, secondo l’ultimo sondaggio Alco pubblicato sabato, con il 28.3% delle intenzioni di voto, e in crescita, contro Nuova Democrazia al 25%, e in netto calo.

La Borsa di Atene ha reagito nervosamente al voto negativo del Parlamento e all’annuncio delle prossime elezioni, e con essa quasi tutte le Borse europee. La piazza di Atene ha perso l’11% all’inizio del voto parlamentare, e si è fermata a -6,5% in chiusura. Lo spread greco sui titoli decennali si è trascinato fino al 9,5%, un punto in più rispetto alle settimane scorse, segnalando la sfiducia dei mercati finanziari. Lo stesso Alexis Tsipras ha voluto comunque rassicurare greci, borse e soggetti economici dicendo in un’intervista che “in Europa, il sentimento va verso il cambiamento. Tutto il mondo s’è convinto che Syriza sarà al governo e che avranno inizio nuovi negoziati”. Da parte sua, il ministro delle Finanze tedesco Schauble ha tuttavia previsto che “nuove elezioni non cambiano nulla del debito greco. Ogni nuovo governo dovrà rispettare gli accordi presi dai suoi predecessori”. Il segnale tedesco lanciato a Tsipras e Syriza è chiarissimo: dalla linea di austerità non si esce.

A sua volta, il commissario europeo all’economia, Pierre Moscovici, ha reagito, sia al voto anticipato che alle parole di Tsipras. “Con questo processo democratico”, ha detto Moscovici, “il popolo greco va nuovamente a decidere del proprio futuro. Un impegno forte per l’Europa e un sostegno degli elettori e dei leader politici greci per le riforme a favore della crescita saranno essenziali per prosperare di nuovo nella zona euro”. In realtà, le autorità della UE non nascondono il timore di una vittoria di Syriza, l’imposizione di nuove regole sul debito e l’eventuale contagio di altri paesi. E sperano nell’opinione pubblica greca, che scelga, cioè, nuovamente un centrodestra timido e subalterno alle scelte decise a Bruxelles e a Berlino. Parlano di processi democratici, e intanto cominciano ad affilare i coltelli per colpire alla schiena Tsipras, Syriza e il popolo greco. Sembra del tutto evidente che la guerra tra l’Atene di Syriza e la Berlino di Merkel è appena cominciata.

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