Germania: costo del lavoro in ascesa. La crescita più elevata degli ultimi 3 anni

Germania: costo del lavoro in ascesa. La crescita più elevata degli ultimi 3 anni

I tedeschi fanno in casa loro i keynesiani, e vincono la battaglia contro recessione e deflazione. Aumentano i salari, aumentano i consumi interni, aumentano i consumi pubblici. Il resto dell’Europa sta a guardare, e si morde le dita per le politiche di austerità.

Secondo l’ufficio Federale di Statistica tedesco, che oggi ha pubblicato il suo rapporto trimestrale, il costo del lavoro continua ad aumentare in Germania. Nel terzo trimestre 2014, al netto dell’inflazione, i salari reali sono cresciuti dell’1.8% in rapporto allo stesso periodo del 2013. Si tratta della crescita più elevata degli ultimi tre anni.

Un dipendente tedesco a tempo pieno ha guadagnato in media 3.541 euro al mese al lordo delle ritenute fiscali, nel terzo trimestre. I dipendenti delle banche, delle assicurazioni, delle comunicazioni e dell’energia percepiscono redditi medi perfino più elevati. Queste cifre confermano una tendenza: il costo del lavoro in Germania aumenta più rapidamente del resto d’Europa. Nel secondo trimestre, infatti, la crescita era stata dell’1.9% contro l’1.2 della media europea. In realtà, è la debolezza dell’inflazione che spiega in buona parte la progressione dei salari reali. In Germania, i prezzi sono aumentati appena dello 0.8% nel trimestre. Vuol dire che, nello stesso tempo, i salari nominali sono aumentati del 2.6% in rapporto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questa progressione corrisponde agli auspici espressi dal presidente della Bundesbank, Jens Weidman: a luglio aveva sorpreso tutti con la richiesta di un aumento dei salari in Germania. Aveva giudicato l’aumento come uno strumento per combattere contro l’inflazione giudicata troppo debole. La crescita dei salari tedeschi ha lo scopo di aumentare i consumi interni. Il calo dei consumi interni, infatti, era stato uno dei punti deboli della politica economica tedesca. La loro fragilità costituiva, di fatto, un motivo di frizione con i paesi vicini, che accusavano la Germania di non assorbire a sufficienza i propri prodotti. Oggi, i consumi interni sono divenuti il motore di una economia tedesca che ha ritrovato velocità e spinta. Se la Germania è sfuggita alla recessione nel terzo trimestre – il PIL è salito dello 0.1% in rapporto al trimestre precedente – è soprattutto grazie ai consumi interni.

I consumi privati sono aumentati dello 0.7% da un trimestre all’altro e i consumi pubblici dello 0.6%. Per quanto concerne la spesa delle famiglie, si tratta della crescita trimestratele più forte in tre anni.

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