Fillea, oggi il flash mob al Colosseo in sostegno degli operatori dei beni culturali

Fillea, oggi il flash mob al Colosseo in sostegno degli operatori dei beni culturali

Archeologi e restauratori saranno presenti questo pomeriggio, alle 16,45, al Colosseo per un flash mob organizzato dalla Fillea Cgil di Roma e Lazio, la federazione italiana dei lavoratori del legno, dell’edilizia e delle industrie affini ed estrattive. I partecipanti alzeranno un muro di alcuni metri in cartone, sul quale campeggerà la scritta “muro del silenzio di chi non può scioperare”. Si tratta di un’iniziativa dedicata a tutti gli operatori dei beni culturali, volta a ricordare le loro condizioni di lavoro, che secondo la Fillea “consegnano al nostro Paese l’ennesimo primato negativo”. Infatti, i lavoratori del settore sono tra i più precari e sottopagati di tutta l’Europa. “A fronte di un altissimo livello professionale –spiega il sindacato- per salario e reddito siamo al disotto anche della media italiana. Parliamo di circa 20mila operatori – 5mila dei quali nel Lazio – che percepiscono stipendi medi di 700/800 euro netti mensili (siano esse partite iva false o vero lavoro autonomo), per oltre il 50% con contratti di lavoro atipici, di un settore composto per l’80% da donne, con una media di età compresa tra i 32 e i 35 anni”.  “Chi può parlare? Chi può scioperare? “ si chiede la Fillea. Per queste professioni esistono contratti nazionali, giusti salari definiti, tutele possibili, ma non vengono di fatto rispettati e garantiti.  “Quello che manca –secondo la Fillea- è una seria politica che, da una parte, sostenga la regolarità  e la qualità  del lavoro e, dall’altra, sblocchi la situazione di paralisi di un settore che potrebbe dare lavoro qualificato a migliaia di persone (il bilancio del MIBACT è arrivato ad 1 miliardo e mezzo, il 2,0% del bilancio dello Stato)”. “Le risposte del governo alla crisi e alle diseguaglianze profonde che in questi anni di crisi si sono acuite, sono sbagliate” prosegue la Fillea di Roma e Lazio.  “Al bisogno di un futuro e di una vita dignitosa che viene dai giovani si risponde rendendo ancora più profonde quelle diseguaglianze e rafforzando le forme di lavoro precario. Così non va” conclude la Fillea, che invita tutti i lavoratori e le lavoratrici dei beni culturali a partecipare allo sciopero generale del 12 dicembre.

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