Defibrillatori in 60 stazioni ferroviarie

Defibrillatori in 60 stazioni ferroviarie

“Sessanta defibrillatori Dae nei posti di Polizia Ferroviaria delle maggiori stazioni italiane con l’obiettivo di prestare immediato soccorso alle persone colpite da arresto cardiaco. Consegnato il primo dispositivo alla Polizia Ferroviaria di Roma Termini nell’ambito di un’intesa tra l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (Ansf), il Servizio di Polizia Ferroviaria della Polizia di Stato (Polfer) e l’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco)”. A darne notizia è la Polizia di Stato.  “Da anni – continua la nota – la Polizia di Stato si distingue in casi di salvataggio, con l’uso del defibrillatore. In totale sono 295 i dispositivi in uso alla Polizia, presenti in 178 Uffici, con 4.100 operatori formati nel relativo utilizzo. Le stazioni sono un luogo altamente frequentato: milioni di viaggiatori vi transitano ogni giorno. Di qui l’esigenza, avvertita dai firmatari del progetto e sostenuta economicamente dall’Ansf, di unire le proprie forze a beneficio dei cittadini che si muovono con il treno o che per vari motivi frequentano l’ambiente ferroviario”. Claudio Caroselli, Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria, ha introdotto la cerimonia, sottolineando come l’iniziativa sia una “testimonianza del modo più nobile e vero di interpretare il servizio al cittadino. La Polizia Ferroviaria ci mette il cuore, prontezza, perizia: queste le doti messe in luce dal personale di Polizia nei diversi episodi di soccorso con il defibrillatore di cui si è reso protagonista, 8 negli ultimi cinque anni, laddove pochi secondi possono segnare il confine tra la vita e la morte. Da oggi la Polizia Ferroviaria dispone di un strumento in più per garantire tranquillità a milioni di cittadini che ogni giorno frequentano l’ambiente ferroviario”. “L’Anasf, preminentemente impegnata nella safety ferroviaria, ha scelto di promuovere il progetto – ha dichiarato Amedeo Gargiulo, Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie – sostenendone gli oneri economici per impegnarsi anche nella tutela della salute dei passeggeri e dei cittadini frequentanti le stazioni ferroviarie al fine di allargare la percezione della sicurezza nell’ambito dell’infrastruttura ferroviaria anche all’aspetto sanitario”. “Dal punto di vista epidemiologico i numeri dell’arresto cardiaco extraospedaliero delineano la rilevanza politico – sanitaria della sua gestione: negli Stati Uniti, ad esempio, l’incidenza stimata è di 96/100.000 soggetti/anno e la mortalità totale del 96%. Un caso su cinque coinvolge individui giovani e ancora attivi. Fortunatamente questi dati sono andati migliorando laddove si è implementata l’applicazione della Catena della Sopravvivenza, di cui uno dei cardini è proprio la defibrillazione elettrica – ha dichiarato Michele Massimo Gulizia, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri – L’Anmco è coinvolta in questa lodevole iniziativa mettendo a disposizione la sua expertise e offendo una qualificata consulenza scientifica e tecnica sia per le caratteristiche tecniche dei dispositivi sia per la formazione del personale Polfer. Dal 2001 al 2014 la nostra Associazione, infatti, ha svolto ben 246 corsi di Basic Life Support (BLS, Rianimazione CardioPolmonare di Base e Defibrillazione Precoce) per laici, con quasi 4000 partecipanti”. “I defibrillatori – conclude il comunicato – del tipo DAE sono dotati di una tecnologia molto avanzata che ne consente un uso facilitato: tramite una guida vocale è infatti in grado di dare via via istruzioni all’operatore anche non sanitario, purché adeguatamente formato, su come eseguire il soccorso. Gli operatori della Polizia Ferroviaria abilitati all’uso delle strumentazioni saranno almeno 600 in tutta Italia, per i quali la formazione terminerà il prossimo giugno”.

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