Cgil, Cisl e Uil contro il Governo: “Non utilizzino i lavoratori come merce di scambio”

Cgil, Cisl e Uil contro il Governo: “Non utilizzino  i lavoratori come merce di scambio”

“Venerdì 19 occuperemo tutte le sedi provinciali per scongiurare questa sciagura con sit-in davanti alle Regioni affinché difendano i servizi ai cittadini – avevano annunciato Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio, rispettivamente segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl da Roma -. Non si voltino dall’altra parte e non utilizzino i lavoratori delle Province come merce di scambio. Adesso il Parlamento si riappropri del ruolo che la Costituzione gli riconosce e rimetta mano a questo pasticcio”. Tra i primi a mobilitarsi i lavoratori della Provincia di Roma, che hanno occupato la sala del Consiglio della Città Metropolitana, a Palazzo Valentini. Stessa scena anche a Firenze dove i lavoratori hanno occupato l’aula consiliare di Palazzo Medici Riccardi, in via Cavour. Stesse scene anche a Perugia e Terni, Imperia, Forlì, Cesena, Taranto, Palermo. Queste alcune delle città che hanno visto le mobilitazioni più calde e che hanno occupato le sedi istituzionali. Va detto però, che forme di mobilitazione e protesta sono scattate in praticamente tutte le Province italiane. Le motivazioni dei sindacati sono state espresse da tempo. “Il riordino territoriale poteva essere il banco di prova del Governo ‘innovatore’. Invece si sta rivelando il suo più clamoroso fallimento”. Avevano detto nei giorni scorsi Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. La protesta era stata rafforzata dagli emendamenti proposti dal Governo e definiti “inaccettabili” dalle federazioni dei dipendenti pubblici di Cgil Cisl e Uil: “C’è buio totale sul riordino delle funzioni, ma in compenso si vedono benissimo i tagli alle risorse (3 mld, da qui al 2017), il caos per i 56.000 lavoratori allo sbando e il divieto di prorogare i 2.500 contratti precari, che equivale a decretare l’impossibilità di garantire i servizi”.

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