Banca dati dei clienti morosi, la Federconsumatori si oppone

Banca dati dei clienti morosi, la Federconsumatori si oppone

Questa mattina la Federconsumatori ha partecipato alla consultazione pubblica tenutasi presso l’Autorità per la Protezione dei Dati Personali relativa allo schema di provvedimento in materia di “costituzione in una banca dati dei clienti morosi nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica”.

L’Autorità è stata sollecita da ASTEL (associazione di Confindustria che rappresenta gli interessi della maggiori compagnie telefoniche presenti nel Paese) a valutare l’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento l’istituzione di una banca dati dei clienti morosi nei confronti delle compagnie telefoniche. La nota rilasciata dall’ufficio stampa della Federconsumatori afferma che “il sistema verrebbe chiamato SIT e la sua gestione non è dato sapere ad oggi a quale società verrebbe affidata. Tale sistema avrebbe sostanzialmente il compito di “bloccare” l’apertura di nuovi contratti da parte di utenti che risultino morosi dalle segnalazioni che le stesse compagnie telefoniche trasmettono al sistema. La Federconsumatori in tale sede ha dichiarato con fermezza la sua più totale contrarietà all’introduzione di un sistema come quello illustrato. Questo rappresenta, infatti, una palese violazione del diritto alla privacy dei cittadini garantito dal Codice della privacy. Tale sistema, inoltre, suscita non poche perplessità dal momento che andrebbe a creare una banca dati settoriale (delle TLC) di dimensioni ampissime, in grado di bloccare il mercato delle stesse TLC. Infine è stato specificamente ricordato come la stessa Autorità per la Privacy abbia in più occasioni dichiarato la sua netta contrarietà alla “schedatura” dei clienti  morosi per profili non prettamente aderenti alla funzione di valutazione del merito creditizio (per cui il nostro ordinamento concede il restringimento del diritto alla privacy dei clienti). La Federconsumatori, quindi, confida nei poteri concessi all’ Autorità di Garanzia ed auspica che al termine del procedimento teso alla costituzione di tali SIT, l’Autorità mantenendo fede alle sue numerose pregresse pronunce, esprima la sua netta contrarietà all’introduzione nel nostro Paese del sistema richiesto da Confindustria, salvaguardando così il diritto alla riservatezza dei dati personali di milioni di utenti italiani”.

 

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