Australia: tre le vittime e 4 i feriti. Nota l’identità del presunto terrorista dell’Isis

Australia: tre le vittime e 4 i feriti. Nota l’identità del presunto terrorista dell’Isis

La polizia australiana ha fatto irruzione nella cioccolateria di Sidney, dove un presunto terrorista ha tenuto in ostaggio 17 persone per 17 ore. Tre le vittime accertate, secondo la Polizia, che ha tenuto una conferenza stampa quando a Sidney erano le 5 della mattina di martedì. Tra le vittime sembra che vi sia anche il presunto terrorista, la cui identità è stata resa nota. Le altre due vittime sono una donna di 38 anni e un uomo di 34. Quattro i feriti, tra i quali uno versa in gravi condizioni. La Polizia di Sidney ha aperto un’indagine perché ancora non è chiara la dinamica della sparatoria all’interno del locale. L’attentatore è Man Haron Monis, 49 anni, già noto alla polizia australiana per una 22 denunce per violenze sessuali e 14 per aggressione. Nato in Iran, l’uomo sembra si sia convertito al’Islam sciita appena la settimana scorsa. In una lettera alla comunità islamica ha scritto: “questa penna è la mia pistola, e queste parole sono i proiettili. Con queste armi, combatto contro l’oppressione per promuovere la pace”. In realtà, le lettere erano una dozzina, e tutte intinte nel veleno, tanto che Monis è stato riconosciuto colpevole nel 2013.

Alcuni ostaggi erano riusciti a fuggire dalla cioccolateria della Lindt a Sydney. Il sequestratore ha ordinato a uomini e donne presenti nel locale, di posizionarsi davanti alle finestre, per evitare possibili tiri dei cecchini. Su una delle finestre del locale, è stata posizionata una bandiera nera, simile a quelle dell’Isis, con scritta in arabo. La traduzione di quanto scritto è: “Non c’è altro Dio se non Allah” e questo aprirebbe alla pista del terrorismo legato al cosiddetto ‘Califfato’, anche se si tratterebbe di una azione individuale e fuori da una logica pianificata ed organizzata. In sostanza nessuna cellula, ma solo l’esaltazione di un uomo. Quanto ad una prima ricostruzione fatta dalla Polizia, il presunto terrorista avrebbe piazzato due bombe nel locale e altre due all’esterno. L’uomo ha anche chiesto di parlare con il premier australiano Tony Abbott.

Il capo della comunità islamica di Sidney, Jamal Rifi, ha commentato così il tragico avvenimento: “tutto ciò per cui lui lotta è sbagliato. Non ha nulla a che fare con l’Islam”. Rifi ne disconosce la presenza nelle moschee australiane, anche se Monis ha definito se stesso come uno sceicco, indossando abiti da capo musulmano e con una barba tipica.

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