Mafia Capitale, la Banda si ‘occupava’ di Alemanno

Mafia Capitale, la Banda si ‘occupava’ di Alemanno

Intercettazione di Odevaine: “Ha fatto quattro viaggi in Argentina con valige piene di contanti”. La Procura di Roma: “Non ci sono riscontri”. L’ex sindaco: “Non ho mai portato soldi all’estero”. Poi conferma il viaggio in Argentina: “Ci sono stato con la mia famiglia e un folto gruppo di amici”.

Mafia capitale, la Procura di Roma interviene sul caso Alemanno, che lunedì ha conquistato le prima pagine di tutti i quotidiani nazionali, su un presunto giro di soldi in contanti trasferiti dall’ex Sindaco di Roma, da Roma in Argentina. Per la Procura, “Non ci sono riscontri”. A chiamare in causa l’ex Sindaco di Roma, una intercettazione del Ros dei Carabinieri, che vede protagonista Luca Odevaine, mentre parla con Mario Schina, Consigliere di una Cooperativa  che si occupa di assistenza ai campi rom e Sandro Coltellacci, stretto collaboratore di Salvatore Buzzi. In questo dialogo a tre, Odevaine descrive come l’ex Sindaco di Roma, avrebbe avuto una discussione furiosa con una persona non meglio specificata. “Abita in questo palazzo, che figlio di m… ha litigato con Alemanno… per soldi se so’ scannati… ma sai che Alemanno si è portato via, ha fatto quattro viaggi lui e il figlio con le valigie piene de’ soldi in Argentina, se so’ portati con le valigie piene de contanti, ma te sembra normale che un sindaco… me l’ha detto questi de Polaria”, afferma ancora Odevaine. “E nessuno lo ha controllato?”, chiede all’Odevaine Schina “No, è passato al varco riservato”. Schina a commento di quanto detto da Odevaine poi aggiunge: “Pensavo che i soldi se li prendesse tutti lui, sembrava che il sindaco non toccasse, invece l’ha toccati però che il sindaco… due… tre, Panzironi 10, penso che gli equilibri erano quelli”.  Ed ancora commenta ancora Odevaine: “Poi ad un certo punto deve essere successo qualche casino, ad Alemanno gli hanno fatto uno strano furto a casa”. E Schina immediatamente dice la sua: “Cercavano qualche pezzo de carta”. Poi Odevaine chiude la conversazione: “Credo hanno litigato perché Alemanno ha pensato che ce li ha mandati questo”. Ed anche in questo caso non c’è traccia del nome e del cognome. Dura la replica di Alemanno “Non ho portato mai soldi all’estero, tantomeno in Argentina. Il furto di cui si parla è avvenuto ad ottobre 2013. Basta aprire Google per constatare che è stato ampiamente pubblicizzato. Per quanto riguarda il viaggio in Argentina – fa sapere ancora l’ex Sindaco di Roma – ci sono stato per pochi giorni con la mia famiglia e un folto gruppo di amici a Capodanno 2011-2012 per andare a vedere i ghiacciai della Patagonia”. Poi in una intervista a Il Tempo cerca di essere ancora più convincente: “Vorrei che si ricordasse che il mio conto corrente è sotto zero. Per pagare i debiti contratti in campagna elettorale sono stato costretto a vendere un’abitazione e ad accedere un mutuo. Se avessi avuto un tesoro all’estero lo avrei fatto?”. Secca e lapidaria la puntualizzazione della Procura di Roma: “Non ci sono riscontri di trasferimenti di soldi da parte di Gianni Alemanno all’estero”.
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