Un libro e una mostra per raccontare le Solitudini distratte di due giovani artisti

Un libro e una mostra per raccontare le Solitudini distratte di due giovani artisti

Scatti fotografici e testi per raccontare le solitudini di ognuno di noi. Il talento di due giovani artisti, Sofia Bucci e Matteo Mammucari, insieme nel volume Solitudini distratte che sarà presentato a Roma domani dalle 19:00 negli spazi di Microprisma (via Conte di Carmagnola 72-74). Il libro fotografico, auto-prodotto dagli artisti, è interamente realizzato a mano. Una rilegatura giapponese tiene insieme tipi di carta differenti, lucidi e opachi, dove l’integrazione di immagini e testi si verifica non solo sul piano visivo ma anche su quello concettuale. Il gioco di formati, trasparenze, piccoli vani cartacei da svelare, da aprire e chiudere, permette di visionare il libro senza imposizioni da parte degli autori: ognuno può scegliere il suo percorso, snodandosi tra le varie solitudini.

Al lettore la scelta di sfogliare Solitudini distratte come da consuetudine, dalla prima all’ultima pagina, o tentare la contingenza, perdersi “nel ronzare della mosca, nel suo vivere a casaccio”, citando lo scrittore Matteo Mammucari.

I corpi languidi e nudi non svelano nulla dell’identità dei soggetti, ma tutto sulla loro solitudine. Gli scatti intimi, quasi rubati, affiancati dalle parole, ci accompagnano in un percorso familiare di letti disfatti e stanze in disordine fino a perderci in un’atmosfera quasi soffocante, come la quotidianità.

Le fotografie di Sofia Bucci e i testi di Matteo Mammucari saranno anche protagonisti della mostra, curata da Gaia Palombo e allestita negli spazi di Microprisma dal 28 novembre. Opere inedite, che insieme ai lavori già presenti nel libro Solitudini distratte, comporranno un percorso tutto da smembrare e ricomporre.

Domani, durante la presentazione, grazie all’adesione dell’Associazione Mobilitazioni Artistiche, i testi di Matteo Mammucari verranno letti mediante la tecnica del Bookwhisper, ideata dalla stessa Associazione. L’essenza intima di Solitudini distratte avrà dunque la sua eco nella performatività della voce sussurrata attraverso un tubo di alluminio che intercorrà tra lettore e ascoltatore.

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