Tor Sapienza dopo le violenze fasciste: Centro di accoglienza ormai inagibile. Chi pagherà i danni?

Tor Sapienza dopo le violenze fasciste: Centro di accoglienza ormai inagibile. Chi pagherà i danni?

Dopo le tensioni e i disordini dei giorni scorsi, che hanno fatto piombare in un clima da coprifuoco, il quartiere di Tor Sapienza, è iniziato lo sgombero parziale del centro d’accoglienza per profughi. La metà degli immigrati, insieme ad alcuni italiani senza fissa dimora, lasceranno la struttura e saranno trasferiti in altri centri. Anche nella mattinata di giovedì la tensione è stata altissima. Il centro è stato fatto oggetto di lancio di bottiglie e pietre. Ad alcuni immigrati era stato impedito l’accesso in un bar e sono stati costretti a rientrare in fretta e furia nella loro residenza sotto la minaccia di alcune decine di presunti residenti che, oltre a cacciare gli immigrati insultandoli, se la sono presa anche con le forze dell’ordine schierate davanti alla struttura di Tor Sapienza insultando poliziotti e carabinieri e gridando loro contro: “Difendete noi non loro perché noi vi paghiamo le tasse e lo stipendio”.

Nieri: “Centro accoglienza continuerà a funzionare. Roma rifiuta violenza e razzismo”

Dopo la nota dell’Assessorato competente, anche la presa di posizione durissima del Vicesindaco, Nieri. “In queste ore stiamo alleggerendo ulteriormente le presenze nel centro di accoglienza di via Giorgio Morandi, trasferendo i minori presenti in altre strutture di accoglienza comunali. Un alleggerimento numerico già in corso da tempo, perché il centro potrebbe ospitare oltre 200 persone, mentre, fino a questa mattina, erano registrate 81 presenze. Dopo i trasferimenti in corso saranno ridotte a circa la metà. – dichiara il vicesindaco di Roma Capitale Luigi Nieri – E’ ben evidente che nei confronti di questi ragazzi Roma Capitale ha dei precisi obblighi dettati non solo dalle leggi nazionali e internazionali che li tutelano, ma anche dai sentimenti di accoglienza che contraddistinguono da sempre la nostra città e che non intendiamo in alcun modo mettere in discussione. Il trasferimento avviene, infatti, per tutelare i minori lì presenti, visto il loro stato di grande preoccupazione e apprensione, anche in seguito alle aggressioni che alcuni di loro hanno subito in questi giorni”.

“Come ha fatto sapere l’assessorato alle Politiche Sociali capitolino, verrà immediatamente fatta una perizia per calcolare i pesanti danni riportati dalla struttura in seguito ai disordini delle notti scorse. Dopodiché ripristineremo le condizioni di agibilità del centro, per permettere alla struttura di continuare a funzionare regolarmente. Deve essere ben chiaro a tutti che la Capitale d’Italia rifiuta in maniera netta ogni forma di violenza, razzismo e xenofobia. Episodi vergognosi come quelli riportati oggi, addirittura con l’ingresso al bar vietato agli stranieri, fanno rabbrividire e non possono in alcun modo essere tollerati non solo dall’amministrazione, ma da nessun cittadino di Roma. Mi auguro che tutti prendano le distanze, in maniera chiara, da atteggiamenti inaccettabili come questi” – Nieri continua.

“L’amministrazione ieri si è impegnata ad effettuare una serie di interventi antidegrado e per portare servizi nel quartiere perché abbiamo a cuore le esigenze dei cittadini. Alcuni di questi interventi sono già cominciati, con la potatura delle alberature e la pulizia straordinaria delle strade. Nei prossimi giorni seguiranno altri interventi. Ho sentito il Prefetto che mi ha assicurato, inoltre, la presenza continua delle forze dell’ordine in zona per impedire qualsiasi forma di manifestazione violenta. Le legittime preoccupazioni dei cittadini, acuite dalla crisi economica, non vanno strumentalizzate e cavalcate da irresponsabili fomentatori, che tentano di avvelenare la nostra società. Su questi fenomeni è bene che tutti i soggetti istituzionali preposti vigilino con la massima attenzione”. – Nieri conclude.

Si sono saldati i peggiori umori della società

Quanto alle dinamiche della rivolta, sembrerebbe, che oltre all’esasperazione dei residenti, in questa periferia della Capitale, si siano saldati i peggiori umori della società. In prima fila nel sistema delle provocazioni e degli assalti, non ci sarebbero infatti i residenti, che sono i più penalizzati da questa situazione, ma frange di tifosi ultras, delle due squadre capitoline ed elementi della estrema destra, che in periferia raccoglie consensi soprattutto tra i giovani senza lavoro, fuori dal ciclo scolastico e reclutabili, senza problemi, anche dalla piccola e grande malavita. Anche Roma Capitale interviene ed è costretta ad ammettere che ormai, quella struttura, è al limite della sicurezza e soprattutto della vivibilità. “Stiamo seguendo con attenzione fin dal primo momento quanto sta accadendo a Tor Sapienza e siamo in costante contatto con la Questura di Roma e tutti i livelli istituzionali”. È quanto si legge in una nota diffusa nel tardo pomeriggio di giovedì dall’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale. “Il centro di accoglienza presente da anni in via Giorgio Morandi è stato gravemente danneggiato e al momento in molti suoi spazi è inagibile, si sta dunque procedendo alle perizie necessarie per rilevarne i danni. Insieme alla UO Minori è stato quindi predisposto il trasferimento dei 45 ragazzi, italiani e stranieri per la gran parte non accompagnati in stato di protezione internazionale, in altri centri della città e della provincia. Il trasferimento si completerà nelle prossime ore. Nei confronti dei minori Roma Capitale ha degli obblighi di legge nazionali e internazionali di tutela e protezione. La Procura della Repubblica ha avviato un’indagine su quanto accaduto nelle ultime ore. È necessario e urgente che venga fatta chiarezza sulla reale natura e provenienza degli ingiustificabili attacchi subiti dal centro. Roma è capitale dell’accoglienza e rifiuta ogni forma di violenza, razzismo e xenofobia”. Conclude la nota diffusa dal Campidoglio. Su questa emergenza di Roma Capitale, si scatena, naturalmente la solita ridda di comunicati e prese di posizione. Dopo la Caritas, che si era fatta sentire nella giornata di mercoledì, ieri è stata la volta della Comunità di Sant’Egidio, che non ha timore di prendere posizione contro gli episodi che, nelle ultime ore, hanno letteralmente gettato in un clima da guerra civile e di coprifuoco questo quartiere di Roma: “Di fronte ai sempre più frequenti episodi di violenza ai danni di rifugiati o di richiedenti asilo che stanno avvenendo nella periferia di Roma e di altre città italiane, non valgono le semplicistiche spiegazioni sociologiche fornite da osservatori superficiali. Più che di un presunto disagio sociale o di una ‘guerra tra poveri’ che si vorrebbe innescare ad arte, si tratta spesso di episodi violenti a sfondo razzista, che dimostrano come nei quartieri delle periferie urbane si stia diffondendo una pericolosa cultura della violenza, che va contrastata con una positiva azione di sensibilizzazione sociale”. Sant’Egidio fa rilevare come “il centro di accoglienza per richiedenti asilo e per minori stranieri non accompagnati assalito a freddo da decine di incappucciati armati di sassi, bombe carta ed anche di una molotov, è da anni una struttura modello nella quale 36 minori stavano seguendo un utile percorso di formazione e di inserimento professionale. Grazie alle loro testimonianze raccolte dagli operatori sociali e confermate alle autorità di polizia, sono stati arrestati decine di scafisti ed altri criminali che in Italia o nei paesi di origine hanno sfruttato le condizioni di disagio dei profughi e di quanti fuggivano da situazioni di guerra o di estrema povertà. Nessuno di loro risulta coinvolto in episodi di microcriminalità nel quartiere o altrove. Quanto ai 36 adulti ospiti del centro, si tratta di persone in attesa dei documenti che ne certifichino lo status di rifugiati, e che quindi non sono certamente interessate a creare disordini o tensioni con gli abitanti del quartiere. Ora, attesa la necessità di un intervento pubblico dopo gli episodi di intolleranza e di violenza che si sono verificati, la Comunità di Sant’Egidio auspica che – conclude la nota – nella doverosa tutela della sicurezza di tutti, ogni decisione venga assunta nel rispetto dello spirito di accoglienza che da sempre caratterizza la città di Roma, respingendo i tentativi di alimentare tensioni sociali e di speculare sul disagio, ma favorendo e incoraggiando i percorsi di integrazione. È questo l’appello che va rivolto alle coscienze dei cittadini, perché si ribellino ad ogni forma di violenza”. E non poteva mancare la valutazione dell’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che, profitta, politicamente di quanto sta accadendo e rilancia su quello che, nel recente passato, ha segnato la sua sconfitta proprio contro Ignazio Marino: “Tor Sapienza è una polveriera, le violenze vanno sempre condannate, il centro di immigrati va chiuso. Il comune deve dare delle risposte. La situazione di Tor Sapienza è simile a quella di altre zone di Roma. Nella Capitale le periferie sono abbandonate, il sindaco pensa solo al centro della città”. Per puntualità d’informazione questa presa di posizione è stata rilasciata ai microfoni di TeleradioStereo. E dopo Alemanno, anche se geograficamente lontano anni luce, non si può non tener conto dello scienziato leghista, Matteo Salvini, che non perde occasione per caricare sul suo ‘Carroccio’ il peggio del peggio di razzismo e intolleranza: “Questo è il fallimento dello Stato e di un certo modo di amministrare la cosa pubblica. Purtroppo la politica dell’immigrazione incontrollata porta anche a queste reazioni, anche se la violenza non si giustifica mai”. E poi l’annuncio sulla sua discesa a Roma ed in particolare nell’accogliente, per lui, Tor Sapienza, dove ha già fiutato di poter incassare consensi: “Sì, ci andrò, ma quando la situazione sarà più tranquilla. Non voglio essere fonte di ulteriori problemi, voglio solo dare una mano”. Ed ancora, per chiudere al momento il cerchio, la presa di posizione, imbarazzata è dir poco, del Coordinatore della maggioranza che sostiene Ignazio Marino, il Consigliere Panecaldo, su Radio Popolare Roma: “Sui centri per i rifugiati che si trovano al momento solo in periferia, come a Tor Sapienza, deve intervenire la politica, ricordo però che la gestione dei centri per i rifugiati segue i Protocolli europei. Ribadendo che abbiamo il dovere civile ed etico di accogliere coloro che fuggono dalla guerra e da persecuzioni, per distribuire la presenza in ogni territorio della città, la mia proposta è di utilizzare le caserme: edifici che si trovano dunque anche nel centro di Roma”.

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