Stato Islamico, al-Baghdadi parla in un messaggio audio

Stato Islamico, al-Baghdadi parla in un messaggio audio

Dopo il rincorrersi delle voci sul ferimento e sulla presunta morte del califfo Abu Bakr al-Baghdadi, lo Stato Islamico ha diffuso un messaggio audio del suo leader religioso e militare, per rispondere a tutti i dubbi sorti dalla vicenda. A quanto si può apprendere, il raid aereo americano non ha minimamente scalfito il califfo, almeno psicologicamente: “La marcia dei mujaheddin proseguirà fino a quando non raggiungerà Roma. I missili dei crociati non fermeranno la nostra avanzata”. Mujaheddin contro crociati in uno scenario medievale raccapricciante. Il messaggio della durata di 17 minuti viene ritenuto autentico da Site, sito statunitense di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web.

Baghdadi: “portare i vulcani della jihad ad eruttare ovunque”

A confermare come il leader sia ancora ben saldo al suo posto ci sarebbero riferimenti recenti ai 1.500 soldati inviati da Obama in Iraq e al giuramento di fedeltà di alcuni gruppi jihadisti al suo movimento. Gli obiettivi del califfo rimangono gli stessi: “portare i vulcani della jihad a eruttare ovunque”, colpendo prima le forze locali, poi i crociati al loro sostegno. Obiettivo è quello di espandersi nello Yemen, in Egitto, Libia, Algeria, fino ad arrivare a Roma, simbolo della cristianità e dell’Occidente nemico. “L’America, l’Europa, l’Australia, il Canada e i loro schiavi saranno terrorizzati dallo Stato Islamico”. Per quanto poi Baghdadi abbia ripetuto che gli Usa non siano riusciti a bloccare l’avanzata degli jihadisti, lo Stato Islamico, da parte sua, non è riuscito a sfondare definitivamente a Kobane, roccaforte curda in Siria, mentre in Iraq non sono ancora riusciti ad espandersi oltre Baghdad e Tikrit: questo messaggio potrebbe servire proprio a rinfocolare gli animi degli jihadisti e a spingere possibili attentatori solitari a “terrorizzare i crociati” con tutti i mezzi a loro disposizione. Soprattutto il grande dubbio è uno: perché un messaggio audio e non uno video che sicuramente sarebbe stato più efficace? È una scelta che fa parte di una strategia propagandistica o dell’indole del califfo, riluttante a comparire pubblicamente? Ovviamente, siamo nel campo delle ipotesi, ma la violenza e la spietatezza che emergono dal messaggio lasciano a bocca aperta.

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