Sindacati pensionati all’attacco. “Di promesse non si vive. Non stiamo sereni”

Sindacati pensionati all’attacco. “Di promesse non si vive. Non stiamo sereni”

“Di promesse non si vive. Servono risposte. Non stiamo sereni”. Con questo slogan i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato in tre città d’Italia. Una al nord, Milano; una al centro, Roma e una al Sud Palermo. Tante le adesioni al programma di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil-Pensionati e teatri gremiti nelle tre città per una mobilitazione unitaria che anticipa altre mobilitazioni, come quella dei metalmeccanici e l’altra del Pubblico Impiego. I sindacati dei pensionati chiedono risposte alle tante promesse mai realizzate e tra queste l’equità, che passa anche attraverso il taglio delle tasse anche per i pensionati e l’estensione del bonus da 80 euro anche a loro. A Guidare la mobilitazione di Milano, presso il Teatro Nuovo (in Piazza San Babila), è stata Carla Cantone, segretario generale Spi. A Roma, all’Auditorium della Conciliazione, le conclusioni sono state affidate a Gigi Bonfanti, leader Fnp e a Palermo, al Teatro Politeama  a concludere la giornata c’è stato Romano Bellissima, numero uno Uilp. Quest’ultimo si rivolge direttamente al premier Renzi e al suo governo: “Non stiamo per nulla sereni con un governo che non pensa a chi soffre di più, che, piuttosto, sta facendo di tutto per togliere le tutele sociali, rendere precario il lavoro togliendo ogni speranza ai giovani, tagliare i fondi per la non autosufficienza. Troviamo assurdo che non si pensi davvero ai ceti deboli con adeguate politiche sociali, che vengano tassate così le pensioni e che i famosi 80 euro annunciati restino, per i pensionati, solo promesse”. E i pensionati annunciano “faremo sentire la nostra voce, perché non si può vivere di sole promesse, siamo pronti alla mobilitazione partendo dai comuni fino ad arrivare alla Regione”. Dello stesso avviso Gigi Bonfanti che, concludendo la manifestazione a Roma, ha sottolineato il valore della piattaforma unitaria Spi-Fnp-Uilp con precise richieste al governo, a partire dal bonus di 80 euro, promessa mai mantenuta. Il leader della Fnp Cisl ha chiesto al governo  di occuparsi dei pensionati attraverso la tutela del loro reddito, l’alleggerimento del carico fiscale e destinando risorse al welfare, alla sanità e alla non autosufficienza, a partire da questa legge di stabilità.

 

Nelle tre manifestazioni hanno detto la loro anche i leader nazionali Cgil, Cisl e Uil, che hanno assicurato la loro presenza. Il Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso fa pressing sulle mancate risposte ricevute dal Governo che, in larga parte, sui leggono nei capitoli della Legge di stabilità: “E’ sotto agli occhi di tutti che non contiene nessuna risposta positiva neppure per i pensionati e per la loro condizione. Le promesse del governo sull’allargamento del bonus di 80 euro non è stato mai onorato. I pensionati-bacchetta la Camusso-devono poter accedere alla rivalutazione delle pensioni con cui affrontare il costo della vita ed il governo deve dare risposte a quella parte del Paese che sta diventando sempre più povera”. Estremamente critica con il Governo, anche la posizione del Segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan: “Non ci può essere l’equazione pensionati-povertà. Le pensioni sono bloccate da 15 anni. Il 50% dei pensionati non arriva a 1.000 euro, e per 3,5 milioni la pensione è inferiore a 500 euro. Ancora una volta – puntuale la leader Cisl – avevamo chiesto che gli 80 euro fossero estesi ai pensionati. Questo non è avvenuto neanche con la finanziaria”. Analoga la posizione del Segretario Uil, Carmelo Barbagallo, che tocca, per polemizzare, un tema di estrema attualità, quello del contronto Italia-Europa: “Invece di litigare con l’Ue bisogna fare come la Francia: immettere denaro fresco per far ripartire economia. Bisogna ridare 80 euro ai pensionati, rivalutare le pensioni perché le stiamo livellando al ribasso”. Poi Barbagallo così definisce i pensionati in questa fase economica: “Sono il vero ammortizzatore sociale delle famiglie italiane, molto più di quanto non abbiano fatto le manovre fino ad oggi”.

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