Sciopero sociale in tutta Italia. Cobas, studenti e precari in piazza

Sciopero sociale in tutta Italia. Cobas, studenti e precari in piazza

Torino, Genova, Milano, Roma, Brescia, Padova, Venezia, Bologna, Napoli, Salerno, Taranto, Bari, Palermo, Catania, Firenze, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Trieste, Terni, Cagliari, Pescara, Campobasso, Siena, Cosenza: l’Italia, ancora una volta in questo autunno caldissimo, si unisce nella protesta. Oggi è il giorno dello Strike Sociale, dello “Sciopero sociale” indetto da Cobas, Cub, Usi, Adl Cobas per dire no “al Jobs act, alla legge di stabilità e al piano di riforma per la scuola”. Chiaro, in tal proposito, uno degli striscioni rappresentativi della giornata: “Sciopero sociale e generale – #stop Jobs Act, no Sblocca Italia, no Piano scuola”. Nel mirino dei manifestanti anche l’austerità e le privatizzazione dei Beni Comuni. In piazza sono scesi i centri di coordinamento dei precari, le organizzazioni studentesche, i piccoli lavoratori autonomi e i centri sociali. Come dichiarato dal portavoce Cobas Piero Bernocchi, le iniziative proseguiranno per tutto l’arco della giornata, con diversi flash mob e presidi. Decine gli striscioni: da quelli contro la riforma del lavoro, come “Jobs Act=Bad Jobs” e “Ma quale crisi? È solo sfruttamento”, a quelli dei liceali in favore della scuola pubblica: “Oggi studenti, domani merce!” Molti anche i gruppi di migranti, con il Movimento Migranti-Rifugiati dell’Usb con le bandiere del sindacato e gli striscioni “Lotta contro il razzismo e per l’integrazione”, “Voix des Migrants”, “Pour un monde sans frontieres”: “Siamo l’Italia meticcia, ‘sans papier’ che chiedono di veder riconosciuti i loro diritti”, grida uno di loro al megafono. Ma anche i lavoratori dell’Aeroporto di Fiumicino, con lo striscione “La precarietà e la precarizzazione sono un cancro da estirpare”. Ad aumentare il disagio, lo sciopero dei trasporti pubblici a Roma, Milano, Torino, Napoli e Firenze.

Roma, “contro un futuro di precarietà, ci prendiamo la città”

“Contro un futuro di precarietà, ci prendiamo la città”. Così recita uno dei tanti striscioni esposti a Piramide da centinaia di studenti delle scuole superiori, che stamattina si sono incontrati a piazzale Ostiense per protestare contro tagli e privatizzazioni del sistema scolastico nel giorno dello sciopero sociale. Il corteo è partito in direzione del Colosseo, procedendo poi verso Porta Maggiore. Tanti i cori, tra rabbia e ironia, cantati a gran voce dai ragazzi che hanno aderito al corteo. “Protestiamo contro un sistema e un governo che taglia e privatizza, alle scuole ma anche in altri ambiti, e ci condanna alla precarietà”, afferma duramente uno degli studenti. I ragazzi si sono mossi dietro lo striscione “Lavoro, diritti, saperi: riprendiamoci tutto”. Accesi anche diversi fumogeni colorati dagli studenti che gridano: “La scuola pubblica non si tocca” e “Se non cambierà, lotta dura sarà”. Anche gli universitari si sono mobilitati: un corteo dentro la città universitaria de La Sapienza si è riunito nel piazzale Aldo Moro per muoversi e raggiungere piazza della Repubblica, dove alle 10 è partito il corteo principale diretto a piazza Vittorio. A piazza Albania, i manifestanti sono stati salutati da cori e fumogeni da alcuni esponenti dei movimenti di lotta per la casa dal tetto del palazzo ex Bnl occupato questa mattina. Gli studenti che procedono tra i colori dei fumogeni, chiedeno diritti e la fine dei tagli. “Chiediamo diritti e ci date Polizia”, intonano. E dal megafono, riferimenti anche ai fatti di Tor Sapienza. “Disordini che sono la conseguenza della condizione di degrado in cui vivono certe zone”, dicono i ragazzi. “Oggi 14 Novembre, sciopero sociale generale, siamo partiti già stanotte a mezzanotte e poi stamattina con blocchi e picchetti. Oggi è solo l’inizio, buoni scioperi a tutti e tutte”, ha gridato invece un attivista dal camion di testa. Arrivati davanti i cancelli del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i manifestanti hanno lanciato petardi, fumogeni colorati e uova.

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