Scarlett Johansson, i miei primi trent’anni

Scarlett Johansson, i miei primi trent’anni
Prima di diventare nota al grande pubblico a soli 14 anni per la sua convincente recitazione in “L’uomo che sussurrava ai cavalli” di Robert Redford, aveva già partecipato a sei film. Il suo debutto fu in “Genitori cercasi” di Rob Reiner del 1994 a dieci anni. Era un evidente talento precoce che avrebbe sicuramente ‘sfondato’ a Hollywood, era solo questione di qualche anno. Stiamo parlando di Scarlett Johansson, attrice eclettica e versatile che è arrivata ai trent’anni con alle spalle ben 37 film molti dei quali grandi successi al botteghino. Nel corso della sua carriera ventennale ha lavorato con grandi registi del calibro di Woody Allen, Robert Redford, i fratelli Coen, Brian De Palma, Christopher Nolan e Luc Besson.
Nonostante abbia appena trent’anni, la Johansson ha ampiamente dimostrato che il successo non è una questione di fascino e bellezza, ma è soprattutto un duro e impegnativo lavoro per migliorare la sua espressività e dare sempre credibilità e realismo ai suoi personaggi. L’inquieta e conturbante Lucy di “Match Point”, è uno dei suoi momenti recitativi più intensi, in cui l’artista newyorchese ha dimostrato tutto il suo talento naturale.
 Scarlett nasce a New York il 22 novembre 1984, figlia di Karsten Johansson, un architetto danese e Melanie Sloan, una produttrice e attrice statunitense, nata nel Bronx da famiglia ebraica ashkenazita. Suo nonno era lo storico d’arte, regista e sceneggiatore Ejner Johansson. All’età di tre anni Scarlett già sogna di diventare attrice, ma soltanto quattro anni dopo inizia a prendere parte ai primi provini per spot televisivi, anche se i pubblicitari le preferiscono suo fratello, provocandole un forte senso di delusione. In seguito sua madre capisce che la sua bambina è davvero interessata a fare l’attrice nonostante la giovanissima età, e pertanto inizia a portarla anche ai provini per le produzioni cinematografiche e teatrali, e ad otto anni Scarlett calca le scene insieme al già celebre Ethan Hawke nella pièce teatrale “Sofistry”. Fin dal 1994 inizia ad apparire in piccoli ruoli in film come “Genitori cercasi”, “Appuntamento col ponte” e “La giusta causa”: quindi comincia a farsi conoscere al pubblico con il suo ruolo di “Amanda in Manny & Lo”, mentre nel 1997 appare in “Mamma ho preso il morbillo”. Si impone all’attenzione del pubblico internazionale nel 1998 con la sua interpretazione della giovane Grace nel film “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, diretto da Robert Redford. Dal quel momento in poi la vita della ragazzina-attrice cambia definitivamente. Viene sempre più richiesta e la sua attività diventa frenetica. Alterna parti in film d’autore come “L’uomo che non c’era” dei Fratelli Coen, “Lost in traslation” di Sofia Coppola, “Una canzone di Bobby Long”,  “Prestige” di Christopher Nolan e “Match Point” di Woody Allen, forse l’interpretazione più convincente della sua carriera. La giovane attrice non disdegna di partecipare a film commerciali e di cassetta come “The Island”, “Iron Man 2”, “The Avengers” e “Capitan America”, pellicole che raccontano le imprese dei fumetti della Marvel, in cui la Johansson mette in evidenza il suo fascino e l’intensa sensualità. Molto discutibile invece la sua performance in “Lucy”, ultimo e mediocre film del regista francese Luc Besson.
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