Sblocca Italia è legge, passa la fiducia ma è bagarre in Aula

Sblocca Italia è legge, passa la fiducia ma è bagarre in Aula

Sì del Senato con 157 voti favorevoli e 110 contrari alla fiducia al governo sul decreto Sblocca Italia. Dopo il via libera di palazzo Madama il provvedimento, già approvato dalla Camera, è legge. Molte le proteste in aula da parte del Movimento 5 Stelle, che hanno rallentato i lavori e obbligato la presidenza a sospendere la seduta.

Con il via libera dell’aula di palazzo Madama il governo di Matteo Renzi ha toccato quota 29 fiducie. Non più tardi di ieri l’esecutivo aveva ottenuto alla Camera il via libera al decreto che riforma il processo civile.

Lo Sblocca Italia è un “decretone” che contiene misure che vanno dallo sblocco dei cantieri, che partiranno con tempi certi, agli interventi per le calamità naturali, passando per le semplificazioni per l’edilizia, la banda larga e ultralarga, l’ammodernamento delle ferrovie e le concessioni autostradali.

Proprio le norme sulle concessioni sono state l’oggetto degli strali delle opposizioni (da Sel a Forza Italia al Movimento Cinque Stelle) che accusano il governo di aver chiesto la fiducia in fretta e furia per “nascondere” un “regalo” fatto ai finanziatori di Renzi, quel gruppo Gavio che ha in concessione diverse tratte autostradali del Nord Italia e che doveva essere tra i partecipanti alla cena milanese di auto-finanziamento del Pd nell’agenda del premier per giovedì sera.

In Aula al Senato i Cinque Stelle  hanno ripetuto l’esposizione di cartelli e striscioni “stop trivellazioni”, portando la protesta fino al blocco delle operazioni di voto, con i senatori che, mani nere d’inchiostro come fosse petrolio, si sono stesi sui banchi del governo e si sono seduti lungo i corridoi per bloccare i colleghi. “Questo decreto – ha spiegato spiega il capogruppo Antonio Airola – sarebbe meglio che si chiamasse Sblocca Trivelle, anziché Sblocca Italia”.

“Il comportamento dei senatori del Movimento 5 Stelle è stato inqualificabile e non degno del loro ruolo di parlamentari”. Lo afferma il senatore del Pd Vannino Chiti. “Penso – aggiunge – che non vi siano precedenti nella storia della Camera e del Senato di atteggiamenti tendenti a impedire l’esercizio del diritto di voto su un provvedimento sul quale il governo aveva posto la fiducia. Si può dissentire sulle scelte e fare un’opposizione dura, ma è inammissibile mortificare in modo irresponsabile l’attività del Parlamento. Episodi come questo non possono essere sottovalutati né trattati con superficiale indifferenza: la democrazia e il Parlamento vanno difesi e fatti funzionari”.

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