Renzi come Pinocchio. Naso lungo e gambe corte

Renzi  come Pinocchio.  Naso lungo e gambe corte

Evviva, evviva, Renzi e ventriloquo Boschi esultano: vittoria netta in Emilia Romagna e in Calabria, 2 a 0, 4 regioni su quattro strappate alla destra in 9 mesi, Lega asfalta Forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%. La ministra aggiunge: “vinciamo, ma non è un test per il governo”.  Ma figuratevi, Maria Elena mai e poi mai avrebbe usato strumentalmente la  “vittoria” del Pd. Commenti stringati, da twitter come è abitudine di  Matteo Renzi, stringati ma sostanziosi, nel senso di bugie grandi come case che dovrebbero far arrossire il segretario di un partito, per di più premier, per di più molto votato nelle primarie del Pd, che nella regione “rossa”  si vede abbandonato da centinaia di migliaia di elettori.  Il quotidiano che sembra diventato il vero portavoce del premier va ancora più in là  e grida al trionfo. “Renzi  dice ai suoi – scrive il giornale diretto da Ezio Mauro – vittoria netta. A spoglio ancora in corso, dal Nazareno trapela la soddisfazione del leader Matteo Renzi il cui pensiero si può riassumere così. In sei mesi abbiamo strappato quattro regioni alla destra, il Pd supera il 40% sia in Emilia che in Calabria, mentre i partiti che appoggiano lo sciopero generale hanno percentuali da prefisso telefonico. Certo affluenza preoccupa, ma il dato elettorale è chiaro: vittoria netta”.  Ancora: “La Lega asfalta  Forza Italia e Grillo. Non il Pd”. Concetti ribaditi in un tweet, scrive ancora il portavoce renziano. Ma è onesto chiudere gli occhi davanti ad una catastrofe democratica, come noi chiamiamo l’esito del voto, cercare di vendere merce avariata ai cittadini? Le bugie non sono degne di un leader del  primo partito, presidente del Consiglio. Anche se molti giornali cercano di accreditare la tesi che hanno perso tutti i partiti, non c’è alcun dubbio che il Pd paga un prezzo molto pesante, perde centinaia di migliaia di elettori, magari proprio quelli che sono a favore dello sciopero generale, che non accettano gli attacchi sconsiderati alla Cgil, il tiro al bersaglio contro Susanna Camusso e Maurizio Landini. Se non viene smentita la versione di Repubblica, è gravissimo che uno “statista” esprima “soddisfazione” perché, questa la realtà, solo il 40% degli elettori è andato a votare. Non solo,  non avendo appreso la lezione, il segretario del partito che paga un prezzo altissimo, si permette di affermare che chi è a favore dello sciopero generale ha percentuali di voti da prefisso telefonico. Dimentica  intanto che fra i voti  presi dalla coalizione  che sostiene il capolista Bonaccini, un renziano della seconda ora, vi sono quelli di Sel che, come è noto sostiene lo sciopero generale. Proprio nel dna di Renzi è l’odio, di questo si tratta, nei confronti di chi, ha ragione Susanna Camusso, non gli dà sempre ragione. Infine, da segnalare la grande soddisfazione di  Renzi per il successo della Lega, un partito che non si perita di fare del razzismo una delle sue bandiere, che sceglie Marine Le Pen come alleata più preziosa,  che, in alto i cuori, sfila con i fascisti e i nazisti di Casa Pound. Un presidente del Consiglio non se lo può permettere. Tanto  più se, come rivendica nella lettera pubblicata da Repubblica, si proclama uomo di sinistra. Gli elettori dell’Emilia e anche quelli della Calabria non ci hanno creduto. Anche se non va più di moda, Pinocchio, il burattino di  Collodi a furia  di raccontare balle al povero Geppetto, si ritrovò con  un naso che si allungava sempre di più. Naso lungo ma, come si dice, le bugie hanno le gambe corte.

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