Pessima notizia dall’Inghilterra: Farage vince ancora

Pessima notizia dall’Inghilterra: Farage vince ancora

Si è svolta ieri la consultazione elettorale per eleggere un deputato nella costituency (collegio elettorale) di Rochester and Stood, nel Kent, ad appena 45 minuti di treno da Londra. Il sistema elettorale britannico, il cosiddetto Westminster, è a collegio uninominale secco: si vota in un solo giorno, e chi prende un voto in più, vince la gara elettorale. Dei tredici candidati al seggio parlamentare, dunque, si è affermato quello dello UKIP, United Kindgom Indipendent Party, il partito indipendentista di Nigel Farage, che così elegge il secondo parlamentare della sua pur breve storia politica. È vero che i votanti sono stati poco più del 50% degli aventi diritto, ma i risultati hanno prodotto uno shock notevole tra le forze politiche. In parte perché la vittoria di Farage era ampiamente prevista da tutti i sondaggi, in parte perché quel collegio era da sempre un feudo dei conservatori, in parte perché in qualche modo, è un campanello d’allarme anche per i Laburisti. Perché è stata importante questa elezione? Perché tra meno di otto mesi in Gran Bretagna si voterà per le Legislative nazionali, e questo voto era considerato dalle forze politiche come una sorta di cartina di tornasole per esaminare le tendenze dell’elettorato britannico.

I numeri usciti ieri notte dalle urne sono impietosi: Mark Reckless, candidato per UKIP, ha ottenuto il 42.10% dei voti, ed è stato eletto, e nessun raffronto si può fare con le elezioni precedenti, perché l’UKIP non era ancora presente; Kelly Tolhurst, candidata dei Tories, i conservatori, ha ottenuto il 34.81%, con una perdita di ben 14 punti rispetto alla precedente elezione; al terzo posto, il candidato laburista, Naushabah Khan, con il 16% dei voti, e una perdita di 11 punti rispetto alle precedenti elezioni, praticamente scomparsi i liberaldemocratici che passano dal 16% delle precedenti allo 0.89% di ieri notte. Il giudizio dei maggiori commentatori britannici non può che essere una presa d’atto di quel che le percentuali segnalano: sconfitta sonora dei due partiti al governo, conservatori e liberali, che perdono più del 30% del loro elettorato; la sinistra laburista è stata incapace di intercettare il disagio in una contea particolarmente simbolica come il Kent, e questo rappresenta un problema gravissimo per il segretario generale Labour Ed Milliband, e suona come un pessimo campanello d’allarme per le prossime Legislative; e infine, la vittoria, sia pure annunciata, dello UKIP, straripante nelle percentuali, segnala un brutta tendenza avvertita un po’ ovunque in Europa, dell’affermazione di forze indipendentiste e xenofobe.

Il premier Cameron ha giudicato, con un tweet, come ormai prescrive la moda dei premier “al passo coi tempi”, la pesante sconfitta della constituency del Kent come una sciagura per la Gran Bretagna perché “porterà alla instabilità finanziaria”. Sa che tra i Tories è in corso un vero e proprio terremoto, anche perché il candidato UKIP vincente era un ex conservatore, passato con Farage, ma non lo dice.

Da parte laburista parla il responsabile elettorale del partito, e ministro ombra, Douglas Alexander. E riduce il voto di ieri a questione puramente locale, facendo arrabbiare, e non poco, la candidata Naushabah Khan. Alexander ha sostenuto che “in fondo, i laburisti non prevedevano di vincere in quel collegio, giudicato come il 124esimo nella loro lista elettorale, e dunque non c’è stata grande pressione sul partito”. Insomma, il Labour ha sostanzialmente lasciato sola la candidata nella durissima campagna elettorale che ha portato al voto “rivoluzionario” di ieri.

Nigel Farage, infine, è ovviamente raggiante, e non lo nasconde. Dopo aver portato il suo partito in cima alle elezioni europee, con una manciata di eurodeputati UKIP, ora si gode il secondo deputato alla Camera dei Comuni. Lo interpreta come il segnale di una tendenza che avrà i suoi sviluppi alle elezioni legislative del 2015. Noi francamente, speriamo di no.

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