Obama, 1.500 soldati in Iraq e la lettera a Khamenei

Obama, 1.500 soldati in Iraq e la lettera a Khamenei

Sono 1.500 i soldati americani pronti a partire dagli Stati Uniti in direzione Iraq, nell’ambito dell’offensiva contro le milizie dell’Isis. A renderlo noto in un comunicato è stato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest: “Nell’ambito della strategia per rafforzare la coalizione sul campo, il presidente Obama ha autorizzato l’invio di 1.500 militari Usa”. Il loro ruolo, non sarà quello di combattere direttamente le forze jihadiste, ma di addestrare e assistere le forze irachene e le forze curde. La decisione di Barack Obama lancia un segnale forte, poiché va quasi a raddoppiare il numero di forze armate a stelle e strisce già impegnate contro gli jihadisti. Lo scopo sarebbe quello di supportare le forze irachene nella pianificazione di un’offensiva militare che andrà in scena nella prossima primavera e avrà l’obiettivo di sottrarre allo Stato Islamico la città di Mosul e le principali arterie del Paese. Verranno quindi creati altri centri di assistenza e consulenza oltre quelli di Baghdad ed Erbil.

Obama chiede soldi al Congresso

Il presidente degli Usa Barack Obama sarebbe pronto a chiedere al Congresso 5,6 miliardi di dollari per operazioni militari all’estero, di cui 1,6 miliardi necessari per l’addestramento e l’equipaggiamento delle forze militari irachene.

Lettera di Obama ad Ali Khamenei

Secondo quanto reso noto dal Wall Street Journal, a metà del mese scorso Obama avrebbe inviato alla guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, il leader religioso e politico in Iran. Il punto principale della lettera sarebbe il seguente: la sconfitta dello Stato Islamico in Iraq e in Siria va nell’interesse tanto degli Stati Uniti che dell’Iran. Ogni collaborazione in questo e altri campi, però, passa attraverso il raggiungimento di un accordo a livello globale sul programma nucleare iraniano. A fronte di questa iniziativa, sembra che Obama non abbia ricevuto risposta diretta e anzi, Khamenei non ha nascosto rimproveri e accuse tanto agli americani quanto agli israeliani e agli inglesi. Per quanto riguarda il nucleare, la data di scadenza per l’accordo sul nucleare è il 24 novembre e più volte il leader iraniano si è mostrato scettico sulla possibilità di raggiungere un accordo sul programma nucleare del suo Paese.

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