Novembre, l’agenda delle proteste

Novembre, l’agenda delle proteste

Sarà un novembre infuocato quello che attende le numerose manifestazioni sindacali in programma o in procinto di essere annunciate. Molti i protagonisti di una marcia d’avvicinamento all’esame parlamentare della Legge di Stabilità e del Job Act. Per il Premier Renzi, al varco un mese di proteste che difficilmente potranno passare inosservate. Oltre ai lavori del Governo, l’attenzione sarà anche sulle mobilitazioni di categorie che richiedono adeguamenti salariali.

Già oggi si sono astenuti dal lavoro gli impiegati del comparto sanità aderenti al Nursind, mentre domani sarà la volta dei Giudici di Pace. Il primo appuntamento di fuoco è però previsto per Mercoledì 5 novembre, quando a scendere in piazza saranno i Pensionati della Cgil, della Cisl e della Uil. Milano, Roma e Palermo i luoghi della protesta per chiedere al governo interventi urgenti su reddito da pensione, fisco, welfare, sanità e non autosufficienza. Nel capoluogo lombardo, presso il Teatro Nuovo, concluderà la manifestazione con il suo intervento Carla Cantone, segretario generale dei pensionati dello Spi-Cgil, mentre nella Capitale sarà la volta di Gigi Bonfanti, segretario generale del Fnp-Cisl, all’Auditorium della Conciliazione. In terra siciliana, l’intervento conclusivo, presso il Teatro Politeama, sarà tenuto da Romano Bellissima, segretario generale della Uil pensionati. Al centro della mobilitazione c’è il rilancio della piattaforma unitaria delle tre organizzazioni, con la richiesta specifica al governo di politiche a sostegno dei pensionati e degli anziani, a partire dalla estensione anche a loro del bonus di 80 euro, più volte promessa dal Presidente del Consiglio. Le manifestazioni si terranno alla mattina, con inizio intorno alle 9,30 e termine intorno alle 13,30.

Sabato 8 sarà la volta dei lavoratori della pubblica amministrazione, della conoscenza e della sicurezza e soccorso che scenderanno in piazza a Roma in una grande manifestazione che coinvolgerà, per la prima volta, i rispettivi comparti di tutti e tre i maggiori sindacati italiani. A renderlo noto un comunicato della FpCgil, che chiama a raccolta lavoratori e lavoratrici sotto l’hashtag #Pubblico6Tu. Parteciperà alla manifestazione anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Il prossimo 8 novembre saremo in piazza a Roma, tutti insieme, per sfidare il Governo degli illusionismi e delle divisioni; per chiedere una vera riforma delle Pa, dei comparti della conoscenza, dei servizi pubblici. E per rivendicare il diritto al contratto nazionale di lavoro tanto per i lavoratori pubblici quanto per quelli privati” recita il comunicato. “Servizi perché servono, pubblici perché di tutti” è lo slogan scelto dai sindacati per la mobilitazione. Ma la manifestazione promossa dalle categorie del lavoro pubblico di Cgil, Cisl  e Uil punta anche a smascherare la falsa convinzione che in Italia ci siano troppi dipendenti pubblici.

Data delicata quella del prossimo venerdì 14 novembre, con diversi comparti e diverse manifestazioni che si incroceranno. Protagonisti saranno i metalmeccanici della Fiom che intanto ha annunciato, come prosecuzione della mobilitazione avviata dalla Cgil con la manifestazione del 25 ottobre, 8 ore di sciopero generale da svolgersi nel mese di novembre, anche se non si conosce ancora la data. Il 14, intanto, scenderanno in piazza con corteo a Milano: “Rispondiamo con la mobilitazione all’aggressione contro i lavoratori che manifestavano pacificamente per difendere la fabbrica e il posto di lavoro e alle falsità contenute nel comunicato della Questura di Roma che cerca di addossare la colpa ai lavoratori”. “Il governo può anche chiedere e ottenere la fiducia, certo che se la chiede l’avrà. Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di fermarci perchè in gioco non c’è solo l’art. 18”. Lo ha ribadito il segretario della Fiom Maurizio Landini aggiungendo: “metteremo in campo qualsiasi azione possibile sindacale e legale dentro e fuori le fabbriche. Il Governo si è messo d’accordo con Confindustria, ma Confindustria deve sapere che sulla strada di questa politica di riduzione dei diritti e dei salari non avrà vita facile”. “L’unico modo per far cambiare l’idea al Governo -sostiene Landini- è di convincerlo che noi abbiamo la maggioranza dei consensi. Bisogna convincere Renzi che contro il lavoro non va da nessuna parte”. Sempre la Fiom protagonista di un’altra manifestazione, che raccoglierà questa volta i lavoratori del sud e che si svolgerà a Napoli il prossimo 21 novembre, sulla falsa riga ideologica di quella che si svolgerà a Milano e che invece raggrupperà tutti i provenienti dal centro-nord.

Sempre il 14, i metalmeccanici incroceranno voci e attenzioni con gli studenti. Prevista infatti una mobilitazione generale in occasione della giornata internazionale per il diritto allo studio. LINK – Coordinamento Universitario promuoverà nei prossimi giorni un’agitazione in tutti gli Atenei per evitare la conversione in legge del Dl Sblocca Italia, puntando alla mobilitazione del 14 in cui scenderà in piazza per chiedere a gran voce non solo l’esclusione dei 150 milioni di euro dal PSI, tramite la Legge di Stabilità, ma anche la copertura totale delle borse di studio. “Link- Coordinamento Nazionale farà un lavoro di opposizione – si legge in un comunicato di Alberto Campailla, Portavoce Nazionale- a partire da questa legge di stabilità, scendendo in piazza il 14 novembre in tutta Italia al fianco di studenti medi, dei sindacati, dei ricercatori e dei precari per rivendicare il diritto ad un’università pubblica, di qualità e accessibile a tutti”. Previste manifestazioni e proteste in diverse città il 14, anche da parte dei Cobas, contro “le politiche del governo Renzi e dell’Unione Europea, il Jobs Act, la Legge di stabilità, il Piano-Scuola”, insieme a CUB, USI e ADL Cobas. Nella nota dei Cobas si legge che alla protesta “aderiranno anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali”. Per la Scuola si tratterà del quanto sciopero in poco più di un mese.

Mobilitazioni anche a Genova venerdì 14, in quanto si terrà lo sciopero generale indetto dalla Camera del Lavoro previsto in un primo momento per il 15 ottobre scorso, poi rimandato a causa delle alluvioni che hanno colpito il capoluogo ligure. Tutte le categorie sciopereranno per l’intero turno, cioè 8 ore. In un comunicato si legge che “le aziende del Gruppo Finmeccanica, la siderurgia, il biomedicale, la ricerca, l’HITECH, le infrastrutture, l’edilizia e la salvaguardia del territorio, l’energia, il trasporto pubblico locale, pagano la mancanza di politiche di programmazione nazionale e di investimenti”. Segue poi chiamando in causa i dipendenti pubblici, a quali “non viene da anni rinnovato il contratto di lavoro e si confrontano con Enti che perdono ad ogni finanziaria il ruolo che la stessa Costituzione assegna loro in termini di servizi sul territorio e sono sempre più in difficoltà a svolgere il ruolo di tenuta pubblica nelle aziende partecipate”.

Concluderanno il quadro, i disagi che potranno verificarsi -sempre il fatidico 14- nel trasporto aereo, per lo sciopero indetto da Cub e Flaica, a cui si aggiunge quello proclamato da Avia per EasyJet (solo per il personale navigante di cabina), quello di Uiltrasporti e Anpav per Alitalia (soltanto nella fascia oraria dalle 12 alle 16) e lo stop ai straordinari per Techno Sky deciso dalla Fiom.

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