Loris, registrata la macchina della madre vicino al canalone

Loris, registrata la macchina della madre vicino al canalone
Nonostante il racconto della donna, gli inquirenti hanno escluso che la Polo nera di Veronica Panarello abbia mai raggiunto, quella mattina, la scuola del piccolo di 8 anni ritrovato morto sabato scorso a Santa Croce di Camerina. Le telecamere fuori l’Istituto non registrano la macchina nell’orario indicato dalla madre di Loris. Al contrario, la vettura sarebbe stata inquadrata a 50 metri di distanza dal luogo in cui poi è stato ritrovato il corpo di Loris, quel Vecchio Mulino dove si è consumata la tragedia. Sempre più stretto il cerchio degli inquirenti intorno a Veronica, che ancora non risultata tra gli indagati, ma che sempre più è nel mirino delle indagini per le tante bugie smentite negli ultimi giorni. L’altro grande enigma che ora ruota intorno alla vicenda riguarda le fascetta da elettricista con cui Loris è stato strangolato. Lunedì scorso la mamma di Loris ha consegnato delle fascette di plastica, insieme ad altro materiale scolastico, alle due maestre del bambino. Tali fascette sarebbero compatibili con quella utilizzata per strangolare Loris. Per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni. “Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze, la mamma di Loris ha consegnato loro delle fascette per farle vedere” poiché avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. Lo afferma la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo, su ricostruzioni di stampa, “escludendo che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi” e “nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto”.

La fascetta da elettricista servita per strangolare Loris 

Secondo i nuovi esami dei medici legali, l’arma utilizzata per uccidere il piccolo Loris Stival sarebbe una comune “fascetta da elettricista”, lunga e larga. Quest’arma spiegherebbe i graffi sul collo del piccolo. A rivelarlo sono stati gli inquirenti, che si sono mobilitati per ritrovarla. La Procura di Ragusa indaga per omicidio volontario. Dall’autopsia, inoltre, sembra che la vittima abbia subito violenza sessuale prima del decesso, episodio che non sarebbe avvenuto per la prima volta sabato. Proseguono le indagini nel luogo della morte e nella scuola frequentata dal bambino. E spunta un video rivelatore.

 Il video

A scuola il piccolo Loris non ci sarebbe mai arrivato. Clamoroso colpo di scena nella vicenda, grazie ad un video -tratto dalla telecamera di sicurezza di un negozio nei pressi dell’abitazione degli Stival- che smentisce e fa crollare la versione della madre di Loris. Mentre Veronica Panarello continua a sostenere di aver accompagnato il figlio a scuola e di non averlo più trovato all’uscita, il video mostra chiaramente come il bambino non sia mai salito in auto con la madre e il fratello, bensì sarebbe rientrato in casa poco dopo le 8. Da lì, alle 9.30 -momento in cui l’autopsia ha stabilito che il bimbo sia stato ucciso- il buio. A confermare quanto evidente dal video in questione, la testimonianza della vigilessa in servizio davanti all’istituto scolastico, che avrebbe visto la Polo della Panarello ma non si ricorderebbe di Loris. Nel registro degli indagati non solo una denuncia verso ignoti, ma vi è iscritta una persona che gli inquirenti si sono rifiutati di rivelare.

Nuovi dettagli sulla morte di Loris

Si arricchisce di nuovi dettagli la ricostruzione della vicenda. Gli inquirenti avrebbero rinvenuto, nei pressi della scuola di Loris, gli slip che il bambino avrebbe indossato il giorno della morte e che risultavano scomparsi al momento del rinvenimento del cadavere. Il fatto rafforza la pista della violenza sessuale. All’appello manca ancora il suo zaino, non rinvenuto sul luogo di quello che sembra sempre più un delitto. Nella notte intanto, sono proseguiti gli interrogatori. Indagato anche il cacciatore che ha dato l’allarme: nella sua abitazione sono state rinvenute cartucce per armi, anche se la licenza non era rinnovata da anni. La Procura ci tiene a precisare come questo sia soltanto un atto dovuto per permettere di effettuare rilevamenti nell’auto e sui vestiti dell’uomo. Probabile invece che si ipotizzi un coinvolgimento dell’uomo nel fatto, anche solo come copertura o favoreggiamento di un’altra persona. Ascoltato anche il vicino di casa della famiglia Stival, Christian, 18enne che spesso frequentava Loris e che lo portava non di rado sul suo motorino. Il ragazzo, accompagnato dal padre, si sarebbe però presentato alla Questura di Ragusa perché per primo avrebbe notato la sparizione di Loris. Continuano le indagini sulla scena del crimine, con un team composto anche da uomini della scientifica di Catania pronto a supportare le operazioni.
Altro dato importante, sempre dall’autopsia sarebbe emerso come Loris sia morto per strangolamento in seguito ai segni rinvenuti sul suo collo. Tutta la zona dove si è consumata la tragedia è sotto sequestro, così come l’auto del cacciatore che ha ritrovato il corpo senza vita del piccolo Loris. Il bambino, comunque, sarebbe morto diverse ore prima del suo ritrovamento, probabilmente in tarda mattinata. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo sarebbe caduto nel canale in cemento da circa 3 metri d’altezza. Ma ora non si esclude che in quel canale sia stato gettato. I graffi rinvenuti sul corpo della vittima non lascerebbero dubbi agli inquirenti, che hanno chiesto a tutti i cittadini che hanno visto o sanno qualcosa di collaborare chiamando il 112 o il 113. Intanto, nella giornata di domenica, è stato ascoltato Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo e la cui auto è stata posta sotto sequestro. Fidone ha spiegato di essere andato in questura, a Ragusa, soltanto “per collaborare alle indagini” e dopo essere stato sentito per quattro ore come persona informata sui fatti ha dichiarato di essere sereno e di non essere uno degli indagati.

Una testimone avrebbe visto il bimbo morto dopo le 9 

Intanto, stamattina è spuntata una testimonianza importante: una donna ha dichiarato di aver visto il bambino girare per il paese, senza zaino, poco dopo le nove del mattino. Gli investigatori, quindi, hanno subito rivolto un appello alla cittadinanza, invitando chiunque ritrovasse lo zaino ad avvertire le forze dell’ordine, senza toccarlo minimamente. Nel paese, Santa Croce in Camerina, si diffonde la paura e l’ansia per la possibile presenza di un “orco”, anche se, è bene ribadirlo, non c’è ancora una pista chiara che possa avallare una simile ipotesi.

Ricostruzione della vicenda 

È stato trovato senza vita in un canalone nei pressi di un mulino abbandonato il bimbo di 8 anni scomparso in provincia di Ragusa a Santa Croce in Camerina. Il minore era stato lasciato dalla madre davanti al suo Istituto scolastico, ma in aula non è mai arrivato. Il minore è figlio di una giovane coppia di albanesi e per raggiungere il luogo dove è stato poi trovato avrebbe dovuto percorrere almeno 4 chilometri, una distanza che gli inquirenti ritengono possibile da percorrere senza grandi difficoltà per un minore di quell’età, anche se si indaga anche sulla possibilità che il bambino abbia raggiunto l’area del mulino a bordo di una vettura. Il ritrovamento del corpo è stato possibile grazie alla segnalazione fatta alle forze dell’ordine da un passante, un cacciatore che ha immediatamente segnalato tutto alla Polizia. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli uomini della Scientifico. Da un primo esame generico, sembrerebbe che il bambino non presenti segni di violenze evidenti, anche se gli inquirenti hanno ammesso la presenza di un vistoso ematoma sul volto del piccolo. Insieme alla Polizia indagano anche i Carabinieri. La segnalazione della scomparsa era stata data dalla madre che poco dopo le 12 e trenta ha scoperto che il bambino non era mai entrato a scuola. Gli inquirenti indagano in tutte le direzioni e sono stati già acquisiti tutti i filmati delle telecamere presenti davanti alla scuola e nelle strade limitrofe. I Carabinieri hanno però la sensazione che si tratti di un fatto violento e si dicono convinti che il minore non sia arrivato nel vecchio mulino da solo. Non era però la prima volta che il bambino si allontanava da scuola e solo gli esami autoptici potranno stabilire se si è trattato di una disgrazia.
Share

Leave a Reply