Metalmeccanici, migliaia in piazza a Cagliari. Landini: “il governo cancella i diritti dei lavoratori”

Metalmeccanici, migliaia in piazza a Cagliari. Landini: “il governo cancella i diritti dei lavoratori”

Migliaia di metalmeccanici, oltre tremila, in corteo per le vie di Cagliari. Malgrado la pioggia sono arrivati da ogni parte dell’isola,  la piazza del Carmine si è riempita, un lungo serpentone con tante bandiere rosse della Fiom, gli slogan “lavoro, diritti, uguaglianza, democrazia”, si è mosso verso piazza Garibaldi con alla testa i dirigenti della Fiom, a partire dal segretario generale Maurizio Landini che si è fermato  al gazebo allestito con le scarpette rosse in occasione della giornata contro la violenza di cui sono vittime donne.  Folte rappresentanze di operai Alcoa, Portovesme, Eurallumina ex Ila.

Chiediamo investimenti, garanzie per gli operai in difficoltà,per le imprese

Dopo le manifestazioni di Milano e Napoli, il 27 sarà la volta di Palermo, anche questa giornata di lotta, con alte adesioni allo sciopero di otto ore,  ha avuto pieno successo.  Landini  ha concluso i comizi. Dal palco prima di lui gli interventi del segretario regionale Fiom, Maurizio Carboni, di alcuni lavoratori, del segretario regionale Cgil, Michele Carrus. “Siamo qui a chiedere Investimenti per la scuola, la ricerca e l’innovazione tecnologica, ma anche le garanzie alle imprese e per gli operai in difficoltà -ha detto Landini- Il governo va avanti a colpi di fiducia, evita il confronto”. E poi lo scarica barile dell’esecutivo . “Centralismo dello Stato contro le autonomie locali? No, non è così: il governo – ha proseguito- dice che non aumenta le tasse, poi fa prendere queste decisioni a Comuni e Regioni. La situazione è drammatica. Anche chi governa in Sardegna, ad esempio, si trova ad ereditare una situazione pesantissima, mai vista. Nell’isola bisogna ripartire dall’industria, ma anche pensare a agricoltura e turismo. Penso che per risolvere anche le situazioni locali occorra uno sforzo collettivo. È un problema nazionale che va allargato alla dimensione europea: i vincoli ci stanno ammazzando”.

Scioperi e voto dicono che il governo non ha il consenso di chi lavora, dei giovani, dei precari

Nel corso del suo interevento Landini si è soffermato sui risultati delle elezioni in Emilia e Calabria, sul ruolo dei sindacati e della politica . “Quando il 73 per cento non va alle urne -ha affermato- significa non che trionfa l’anti-politica. Significa che non si sente rappresentato. Questo governo -ha aggiunto- sta andando verso la cancellazione dei diritti dei lavoratori. Gli scioperi e il voto dicono che questo governo non ha il consenso. Lo ribadisco: non ha il consenso delle persone che lavorano, dei giovani e dei precari”. Poi si pone una domanda: “Noi al governo?  Noi che ci vogliamo sostituire al governo. La risposta non potrebbe essere più chiara.“  È la solita menata che si fa in questi giorni: si tenta di dire che noi ci muoviamo per sostituirci alla politica. Noi vogliamo fare quello che stiamo facendo: il sindacato”. “Il problema del nostro paese – ha concluso – è che manca il futuro. I giovani in piazza? Sono un segnale molto chiaro: noi rappresentiamo tutti, anche loro”.

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