Legge elettorale. Renzi: “Tempo scaduto, decidete!”. Forza Italia: “Ritirate modifiche e ricominciamo”

Legge elettorale. Renzi: “Tempo scaduto, decidete!”. Forza Italia: “Ritirate modifiche e ricominciamo”

“Il tempo dei rinvii, dei tavoli tecnici e dei gruppi di lavoro è finito. Ora è tempo di decidere”. Renzi ci va giù pesante col tweet pubblicato alle 16 e 18, tra le righe si può chiaramente leggere voi avete più bisogno di me che io di voi, dunque, traete velocemente le vostre conclusioni. Infatti l’ex Cav non perde tempo e corre al vertice dei big del suo partito a Palazzo Grazioli. Missione: convincere i detrattori di Fitto che sulla legge elettorale non c’è alternativa al patto del Nazareno. Una riunione in cui l’ex premier ha indicato le linee guida: forte opposizione al governo sui temi economici, no a diktat, ma sì al confronto sulla governabilità. Ed è su questo tema che alla fine Berlusconi ottiene il mandato a trattare con Renzi sulla riforma elettorale. Al termine del comitato di presidenza, il documento di Berlusconi ha incassato il sì unanime dei componenti, tralaltro, si recepiscono molte delle posizioni dell’area fittiana con relativi emendamenti alla legge di Stabilità. E’ forte la volontà del leader di Fi di uscire dalla riunione con un ritrovato senso unitario per dare un segnale di ritrovata e forte coesione al Pd. “Ci attendiamo che le modifiche fatte ieri alla riforma della legge elettorale siano ritirate, non essendo state concordate, afferma Paolo Romani, al termine dell’Ufficio di presidenza di Forza Italia, sottolineando come il partito azzurro “resti in campo per le riforme”, e dicendo no ai “diktat”. L’incontro tra Renzi e Berlusconi, che avrebbe dovuto esserci domani, non è stato ancora confermato, ma certamente al centro delle tematiche dell’incontro (che comunque ci sarà in tempi molto stretti, sostiene il ministro Boschi) sarà presente lo sbarramento al 3 per cento, che proprio non è andato giù a Forza Italia e l’aumento dei collegi elettorali per aumentare i capilista nominati e di sicura elezione.

Il vertice di maggioranza terminato ieri a notte fonda ha sancito, invece, nero su bianco, l’accordo tra Ncd e Pd. Il partito di Alfano terrorizzato dalla possibilità di nuove elezioni a breve, visto il risultato conseguito dai fuoriusciti dal Pdl alle europee, ha chiesto a Renzi qualche garanzia sul prosieguo della legislatura e sulla legge elettorale. Gli esponenti dell’Ncd sono usciti dal vertice quasi euforici: hanno ottenuto da Renzi l’abbassamento della soglia al 3% e la garanzia che non si voterà sino a che le riforme non siano tutte approvate dal Parlamento, referendum confermativo compreso, dunque si voterà nel 2018. Ieri il Premier ha dunque rassicurato gli animi agitati dei partiti minori della coalizione di maggioranza. Ora possono davvero “stare sereni”. Dal canto suo Renzi ha ottenuto il consenso di tutta la maggioranza sul premio alla lista sopra il 40% e uno strano sistema di preferenze, ma con dei capolista a cui sarà garantita l’elezione.

Chi, invece non sta sereno per nulla è il vero alleato di Renzi sulle riforme, ovvero Silvio Berlusconi. Infatti il messaggio che il presidente del Consiglio vuole a tutti costi mandare all’ex Cavaliere è che può fare da solo sulla legge elettorale, che si può fare con chi ci sta. Il capogruppo Fi alla Camera Renato Brunetta, spiega “Renzi con la sua maggioranza, ha deciso di cambiare tutto e di buttare quel testo e di scriverne un altro non c’è più il patto del Nazareno“. I democratici, passano al contrattacco: “Se questa è la posizione di Forza Italia, dice il sottosegretario alla presidenza Luca Lotti, allora è inutile l’incontro con Berlusconi”. A non piacere ai berlusconiani sono le modifiche alla legge elettorale proposte nella notte dalla maggioranza: “Il testo uscito da palazzo Chigi”, ha concluso Brunetta, “è tutta un’altra cosa rispetto a quello che abbiamo approvato a marzo di quest’anno. Se Renzi unilateralmente ha deciso di buttarlo, per scriverne un altro legittimo, ma diverso, allora vada avanti con la sua maggioranza”. Tra i cambiamenti significativi che non vanno giù a Forza Italia c’è la soglia 3 per cento, una vittoria per i piccoli partiti, ben lontana dall’8 per cento richiesto da Berlusconi, ma anche dal 5 per cento che Renzi aveva proposto nel patto. Ma tutte le prerogative del patto di ieri notte con la maggioranza, compresa la soglia al 3 per cento, potrebbero essere messe in discussione in vista dell’incontro tra Renzi e Berlusconi che dovrebbe avvenire tra oggi e domani.
Intanto, però, proprio alla luce di possibili modifiche al sistema di voto, Angelino Alfano torna a tendere la mano al Cavaliere. “Se Berlusconi – dice – non utilizzerà il patto del Nazareno come uno strumento contundente verso gli alleati, ma avrà visione, saggezza, lungimiranza e assenza di rancore, noi siamo pronti, giovandoci del premio alla lista, a ricostruire la prospettiva del centrodestra. Non per paura, costrizione o minaccia”.

 

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