Juve, tre volte super ma la Roma non molla

Juve, tre volte super ma la Roma non molla

Troppa Juve per una piccola Lazio. La trasferta romana della Juve che, a priori, qualche timore lo incuteva per tanti motivi non solo tecnici, si è risolta nella maniera migliore con un risultato (3-0) che non lascia adito a dubbi e, soprattutto, fa morale e fiducia nella propria forza in vista dell’importante impegno infrasettimanale di Champions a Malmo.  Va bene che l’ultima sconfitta della Juve, in campionato,  con la Lazio risaliva a ben 13 anni fa ma le statistiche, spesso, si disfano in un  nonnulla e, forse, sarà stato anche per questo che per una ventina di minuti iniziali, gli uomini di Allegri hanno giocato con saggia circospezione e, una volta passati a condurre,  si è badato solo a chiudere anticipatamente il risultato.

E’ a questo punto che quel campione genuino di Pogba è salito in cattedra e ha fatto la differenza, imponendosi in tutte le zone del campo, realizzando due reti, colpendo un palo  e lasciando tutti a bocca aperta con le sue deliziose giocate, catalizzando, insieme a Pirlo, la manovra dell’intera squadra. Per la Lazio troppo evidente la differenza, praticamente non c’é stata partita ed ora, alla seconda sconfitta consecutiva, dopo la prima ad Empoli, Pioli e Lotito sono costretti ad una verifica psicologica e tecnica per capire le cause di questa involuzione,  dopo una serie favorevole che sembrava aver aperto spiragli di alta classifica.

Anche la Roma c’è.  Senza ancora conoscere l’esito di Lazio-Juve, la Roma “pomeridiana” ha pensato bene che solo una vittoria a Bergamo avrebbe potuto preservarla nell’inseguimento dell’avversaria: doveva, quindi, vincere e ha vinto senza stare troppo a sottilizzare, considerato anche che l’ultimo successo esterno risaliva a fine settembre a Parma.  Per la verità, per i giallorossi era iniziata subito in salita per il fulmineo gol atalantino, messo a segno da Moralez quando le lancette non avevano ancora concluso il primo giro. Per capovolgere il risultato, alla Roma sono bastate due invenzioni di Ljajic, gol e assist;  diciamo che l’attaccante bosniaco, schierato titolare dall’inizio, è risultato il Pogba romanista, con la differenza, però, che non tutti i compagni sono stati alla sua altezza. Di positivo,  gli uomini di Garcia hanno mostrato un grande carattere, riuscendo, dopo la doccia fredda iniziale, a costruire il successo, difendendolo bene e con un pizzico di fortuna per una traversa colpita dagli avversari.  Assolto questo compito nella maniera migliore,  la Roma è volata a Mosca dove, martedì sarà chiamata a quello che potrebbe costituire un autentico spareggio contro il CSKA per la classifica Champions.

Napoli sempre terzo, ma….  Occasione perduta per il Napoli oltre che per confermarsi in terza posizione, per distanziarsi dalle altre squadre inseguitrici: due volte in vantaggio sul Cagliari, la prima addirittura con due gol, è andato in bambola facendosi rimontare, rischiando addirittura di perdere.  Le vittorie di Firenze e con la Roma, da quanto visto oggi, per i partenopei,  sono già un pallido ricordo. GIi azzurri sono, ora, attesi, giovedì a Praga contro lo Spartak con il quale dividono la testa del girone di Europa League e questo mezzo passo falso non contribuisce a presentarli al top.     Ottima, invece, la prestazione degli uomini di Zeman nella quale il mix giovani/anziani conferma di poter competere con chiunque.

Sampdoria, manca lo sprint.  A Cesena,non è riuscita l’impresa alla Samp che, quando è  lì lì per spiccare il volo, s’inceppa sempre ma,  stavolta, rimedia un pari, comunque,  prezioso, dopo averle tentate tutte per vincere.

Derby da dimenticare.   Finisce in parità uno scialbo derby milanese, di quelli da accantonare senza rimpianti per quanto (non) visto in campo. Probabilmente la paura di perdere,  da ambo le parti, ha influito sul gioco che ha latitato parecchio. Il Milan non è riuscito ad imporsi con quel colpo d’ala marchio Inzaghi,  atteso da tempo ma sempre rinviato. Nell’Inter l’effetto Mancini è passato inosservato anche se lo stesso si è dichiarato soddisfatto. Questa partita ha, comunque, confermato che le due milanesi, con gli organici che si ritrovano, difficilmente potranno assumere ruoli da protagonisti per la tanto ambita terza posizione.  Per Inzaghi e Mancini sarà dura.

Zona centrale. Dopo due sconfitte pesanti, nonostante le difficoltà di Mario Gomez a riprendere confidenza col gol, la Fiorentina espugna Verona ed ora respira.  Succede, invece, il contrario al Torino, superato in casa da un Sassuolo, imbattuto da sei giornate, e per i granata  anche la partita di giovedì col Bruges è l’occasione d’oro per chiudere la qualificazione in Europa League ma anche per riappacificarsi con la propria tifoseria che ha fischiato sonoramente.

Zona retrocessione. Preziosissima vittoria dell’Empoli a Parma: Sarri esce dalla zona calda mentre  Donadoni, seppure riconfermato, è sempre più impantanato nella miriade di problemi tecnici e societari. L’Atalanta non vince da cinque giornate, mentre il Chievo muove la classifica con il punto di Udine.

Il posticipo.  Genoa-Palermo che si disputerà stasera, in caso di vittoria dei padroni di casa, potrebbe avere un altro  inquilino in posizione insieme al Napoli e, questo, per il Genoa e Genova sarebbe il massimo, con le due squadre cittadine appaiate fra le grandi.

Totò Di Natale, duecentesimo gol.  L’ormai veterano scugnizzo napoletano, radicato a Udine da un decennio, a 37 anni ha messo a segno col Chievo il gol n.200 a conferma che la classe, ancorché si militi in una squadra di provincia, fa sempre la differenza e, come affermava Helenio Herrera, “non è acqua fresca”.

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