Il ‘Lodo’ Cassa e Depositi e Prestiti per finanziare le opere nei territori colpiti dalle calamità naturali

Il ‘Lodo’ Cassa e Depositi e Prestiti per finanziare le opere nei territori colpiti dalle calamità naturali

Il Governo pronto a svincolare Regioni e Comuni dagli impegni dei Patti di Stabilità locali. Pronto un emendamento da inserire nella Manovra

Potrebbe essere la Cassa Depositi e Prestiti a risolvere il contenzioso economico su come affrontare l’emergenza maltempo e le opere necessarie per risolvere alcuni dei nodi che hanno messo in ginocchio Genova, Milano ed altre città non solo del nord Italia. Il Presidente di Cdp, Franco Bassanini, ha dato la massima disponibilità, di quella che può essere considerata a giusta ragione la ‘cassaforte nazionale’, a fare la sua parte e contribuire con investimenti necessari e finalizzati al recupero del dissesto nei territori sconvolti dal questa serie impressionante di perturbazioni. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Bassanini ci mette la faccia, ma fissa però dei paletti, difficilmente aggirabili, sia dal Governo che dagli Enti Locali: “Se otteniamo i fondi europei -precisa il Presidente Cdp- possiamo anticipare i finanziamenti con la garanzia dello Stato, in modo da far partire subito i cantieri”. Dunque la palla passa da Roma a Bruxelles e solo se ci sarà l’impegno economico comunitario, potranno essere immediatamente finanziati e resi dunque esecutivi i 1956 progetti presentati dall’Italia “per scolmatori per le piene e barriere contro il dissesto”, con un esborso economico da brividi, vista la forchetta fissata tra 5 e 10 miliardi di Euro. Ma non sarà sufficiente il solo impegno a finanziare questi progetti, servirà anche sdoganare le clausole di flessibilità previste nei trattati, di fronte a una congiuntura economica durissima, a cui si aggiunge l’intensificazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico.


Il Presidente di Cdp Bassanini ha anche voluto chiarire che il ruolo della Cassa è quello di “finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti locali attraverso il denaro dei risparmiatori, che comprano i suoi prodotti (libretti e buoni fruttiferi) allo sportello postale, e la raccolta fatta sui mercati con l’emissione di obbligazioni. Dunque debiti che deve restituire con gli interessi”.

 Ma va anche detto che la Cassa, sempre secondo Bassanini, potrebbe “fare da volano o catalizzatore per i prestiti privati. Con 500 milioni di risorse europee si potrebbero attivare dai 5 ai 10 miliardi di investimenti”. Intanto, in questo lunedì di speranza, almeno per il nord Italia, i riflettori sugli interventi di somma urgenza, si sono spostati nuovamente a Genova, dove si è svolto un vertice Stato-Regione. Dopo le polemiche che avevano visto opposti i Governatori con il Presidente del Consiglio Renzi, sulle devastazioni dei territori, ieri si è pensato soprattutto alla ricostruzione. Il Presidente della Regione Liguria, Burlando è perentorio: “I lavori partono anche se i soldi arriveranno nel 2015, ovvero quando dovremo pagare le opere. Il passo avanti notevole è l’assunzione di responsabilità politica per far partire le somme urgenze”. Rassicurante su questo fronte il Governo, a garantire è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio: “Il Patto di stabilità non sarà un problema per chi ha subito eventi catastrofici come il terremoto o eventi drammatici come le alluvioni. I sindaci sappiano che non ci devono essere timori per gli investimenti per la sicurezza. Il 2015 potrà essere affrontato da questi sindaci con molta più serenità”. Il Sottosegretario ha anche voluto aggiungere che “il Governo sta mettendo a punto in questi giorni l’emendamento da inserire nella Legge di Stabilità”, emendamento che dovrebbe andare nella direzione di lasciare meno tirate le briglie economiche fissate dai paletti dell’Ue, ma solo ed esclusivamente per i territori colpiti da eventi calamitosi.

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