Gerusalemme, nuovo attentato di Hamas

Gerusalemme, nuovo attentato di Hamas

Nuovo attentato questa mattina a Gerusalemme, nel quartiere Sheikh Jarrah, situato nella parte est della città. Un uomo in un’autovettura ha iniziato ad investire alcuni passanti, causando la morte di un poliziotto e tredici feriti, 3 dei quali versano in gravissime condizioni. Per lo Shin Bet, il terrorista, Ibrahim Al-Akri, 38 anni, sposato e padre di cinque figli, è un cittadino israeliano, perché trovato in possesso della Carta d’identità blu. Al-Akri non è stato arrestato in precedenza, perché la polizia lo ha sempre ritenuto un militante di Hamas di basso rango, pur essendo egli il fratello di Musa Al-Akri, uno dei capi di Hamas liberato in seguito agli accordi di scambio dei prigionieri. Il palestinese alla guida sarebbe stato ucciso subito dopo il fatto. Ai margini del rione di ebrei ortodossi, l’attacco è avvenuto presso una fermata del tram, spostandosi sempre più all’interno del quartiere e continuando la sua scia di incidenti. Impossibilitato dalla polizia a continuare, è sceso dalla macchina e ha continuato a picchiare i passanti con una spranga di ferro. Alla fine le forze dell’ordine sono state costrette ad abbatterlo. Secondo il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, l’evento avrebbe seguito le stesse modalità di quello avvenuto circa due settimane fa.

Hamas ha rivendicato l’attacco terroristico e ha inneggiato a più violenza. “Rivendichiamo questa eroica operazione”, ha detto uno dei capi di Hamas, Fawzi Barhoum, “e ne chiediamo tante e tante altre… di operazioni simili”. A sua volta, il ministro israeliano della Sicurezza interna, Aharonovich ha gudicato l’attentato come “il secondo atto terroristico sulle strade di Gerusalemme in pochi giorni”, ed ha assicurato che la polizia intensificherà controlli e presenza a Gerusalemme Est.Il ministro israeliano dell’Economia si è spinto fino ad accusare l’attuale presidente della Palestina, Mahmoud Abbas, come “il vero conducente dell’auto della morte, e i terroristi i suoi emissari”. Il ministro, uno dei falchi del governo Netanyahu, ha poi aggiunto che “Israele ha bisogno di dire con chiarezza che il governo Fatah-Hamas è un’organizzazione terroristica e noi dobbiamo agire di conseguenza”. Non è da meno il sindaco di Gerusalemme, che dichiara: “dobbiamo agire con pugno di ferro per vincere la guerra contro il terrorismo e contro gli attentati. L’intento dei terroristi è di spingerci ad aver paura, di distruggere le nostre vite, e di attaccarci. L’unica risposta possibile è di riportare la città alla normalità e di continuare con la vita di ogni giorno. Siamo qui e non ci muoveremo da qui”.

L’attentato si inquadra in una settimana di forti tensioni nella città, con scontri tra la polizia e i palestinesi, in occasione della chiusura e della successiva riapertura della Spianata delle Moschee. Gli incidenti sarebbero iniziati quando un gruppo di attivisti israeliani di estrema destra ha tentato l’accesso al sito e negli scontri due palestinesi sono rimasti feriti in modo grave. La Spianata, terzo luogo santo dell’Islam, è anche il sito dove si ergevano i due templi sacri ad Israele citati nella Bibbia. Gli estremisti volevano pregare per la guarigione di Yehuda Glick, gravemente ferito in un agguato la scorsa settimana. Glick è uno dei leader del movimento che rivendica il permesso anche per gli ebrei di pregare sul Monte del Tempio, come è chiamato il luogo.

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