Ebola, migliorano le condizioni del medico italiano. 5.689 i decessi causati dall’epidemia

Ebola, migliorano le condizioni del medico italiano. 5.689 i decessi causati dall’epidemia

Le condizioni del medico di Emergency che ha contratto il virus dell’ebola in Sierra Leone sono in via di miglioramento, anche grazie ai trattamenti a cui è stato sottoposto con il “plasma di convalescenza”, ossia il sangue di quelle persone che sono riuscite a vincere il virus. A renderlo noto, lo Spallanzani di Roma, ospedale in cui l’uomo è ricoverato, in un comunicato in cui si legge che: “Le condizioni generali del paziente sono migliorate e riferisce di sentirsi meglio. La temperatura corporea è attualmente inferiore ai 38° C. Al momento i parametri vitali sono nella norma”. Il paziente, infatti, “è vigile e collaborativo, deambula autonomamente nella stanza e interagisce positivamente con il personale sanitario”. In miglioramento anche i parametri ematologici, mentre “i parametri della funzionalità epatica e renale sono normali. Nessun nuovo sintomo caratteristico della malattia, né manifestazioni emorragiche”. Il coordinatore della Task Force dello Spallanzani ha dichiarato a Rainews24 che “il paziente reagisce positivamente, ma siamo ancora in una fase che dobbiamo valutare. Per ora rimane ancora in prognosi riservata, prognosi che scioglieremo nei prossimi giorni”.

L’ultimo bollettino dell’Oms

Su un totale di 15.935 casi confermati, probabili o sospetti registrati a partire dallo scorso marzo, le vittime per contagio del virus dell’ebola sono 5.689, secondo l’ultimo bollettino emesso dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità. Il tasso di mortalità dei pazienti affetti dal virus, nei tre paesi maggiormente colpiti dall’epidemia – Guinea (1.260 decessi), Liberia (3.016 decessi) e Sierra Leone (1.398 decessi) – è di circa il 60% e 600 sono i nuovi casi da affrontare a partire dalla scorsa settimana. Per quanto riguarda gli operatori sanitari impegnati nella lotta all’epidemia, invece, dei 592 casi registrati, 340 non ce l’hanno fatta. In totale, i paesi colpiti dall’epidemia, oltre i tre principali, sono 5: Mali con 8 casi, Nigeria 20, Senegal 1, Spagna 1, Stati Uniti 4.

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