Dracula Untold: mostruosità, ma soprattutto tanta umanità

Dracula Untold: mostruosità, ma soprattutto tanta umanità

Parte per il verso giusto la carriera registica di Gary Shore che, nel suo primo lungometraggio, racconta la storia di Vlad III di Valacchia, eroe romeno che guida il suo popolo nella lotta contro l’invasione ottomana. Dracula Untold non è però puro e semplice pathos bellico. Anzi, la parabola di Vlad che sceglie di diventare vampiro è più un pretesto per parlare dell’uomo piuttosto che dell’eroe. In analogia con una tendenza già intrapresa da tempo dagli studio-system di Hollywood, anche in questo caso il combattente o il mostro di turno, vengono utilizzati per mostrare le più profonde fragilità umane. Un film che mescola epicità a puro intimismo. Tematiche come l’amore, la famiglia, il rapporto padre-figlio vengono trattate con garbo e accuratezza, lanciando una visione quasi machiavellica della vita, intesa come continua ed estenuante lotta per ottenere ciò in cui si crede davvero. Luke Evans è bravo a mostrare tali fragilità interiori, vestendo al meglio i panni del vampiro e dimostrando una certa dimestichezza con ruoli fantastici, come già accaduto in Lo Hobbit-La desolazione di Smaug. La sua è infatti una recitazione a tutto tondo, che mostra una eroicità plurima, sia sul campo di battaglia, sia nel difendere gli affetti. Il finale poi, è un vero colpo a sorpresa per lo spettatore, che uscirà dalla sala riflettendo sul tòpos tipicamente epicureo della ciclicità della vita. Il film innaugura il nuovo filone Monster Universe della Universal Pictures e, se il livello delle pellicole future sarà questo, c’è da essere in trepida attesa.

Gianluca Vignola

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