Statali in piazza verso lo sciopero generale

Statali in piazza verso lo sciopero generale

Si è svolta stamattina, nella Sala Cristallo dell’hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, la conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici e della conoscenza (sabato 8 novembre) tenuta unitariamente da Cgil, Cisl e Uil. La protesta parte dalla necessità di dire “basta alle bugie. L’Italia non ha troppi lavoratori pubblici e non spende troppo. Semmai, spende male, gestisce male il personale: serve la riorganizzazione”. Serve porre fine agli illusionismi del governo affinché si giunga a una vera riforma della pubblica amministrazione che permetta di sbloccare il futuro – tema al centro della manifestazione – le assunzione e i contratti, ponendo un freno alla “mobilità selvaggia”, alla precarietà e alla piaga del demansionamento. Presenti anche alcuni lavoratori delle 12 categorie rappresentate domani in piazza che hanno esposto dei cartelli riassumendo la loro posizione e le attività che li valorizzano, spesso dimenticate dal governo. Domani, da Piazza della Repubblica partirà la manifestazione dietro lo slogan #Pubblico6Tu: sono attesi 600 pullman e oltre 50 mila persone.

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Alcuni dati preliminari

Il costo del pubblico impiego, in Italia, è pari al 10,5% del Pil, contro il 19% della Danimarca, il 14% della Svezia e il 13% della Francia, e il personale nell’impiego pubblico è sempre più anziano, povero e meno formato. Con lo sblocco parziale del turn-over sono previste 70 mila entrate a fronte delle 128 mila uscite, con una perdita di circa 57 mila posti di lavoro. Manca la staffetta generazionale e negli ultimi 5 anni la perdita salariale media per lavoratore si aggira intorno ai 5.000 euro. Per quanto riguarda il discorso forse più importante, quello della scuola e della formazione, negli ultimi 6 anni la scuola pubblica ha subito tagli pesantissimi: 140 mila posti di lavoro in meno, nonostante l’aumento della popolazione scolastica. E la crociata contro 3 milioni di dipendenti pubblici, dietro cui ci sono altrettante famiglie, continua con il blocco dei contratti per altri 3 anni, per un totale di 8 anni con le retribuzioni ferme, e una situazione scolastica che vede 648.952 docenti stabili e 138.000 precari.

Rossana Dettori, Fp-Cgil: “Giù le mani dalla busta paga dei lavoratori pubblici”

“Pe la prima volta, 12 categorie di lavoratori manifestano tutte insieme dando un grande segnale di risposta alle iniziative del governo”. Ha esordito così Rossana Dettori, segretario generale della Fp-Cgil, puntando poi il dito contro il Ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia: “Basta bugie sui lavori e sui lavoratori pubblici e basta slogan dalla Madia: Aveva promesso una staffetta generazionale con 15.000 nuove assunzioni ed è una bugia, perché ne sono previste solo 500. Aveva promesso l’assunzione per i vincitori di concorso, ma non c’è nessun provvedimento a riguardo. Aveva promesso la stabilizzazione dei precari, ma al 31 dicembre moltissimi contratti a tempo determinato non verranno più rinnovati. La Ministra Madia ha dichiarato che i lavoratori del pubblico impiego sono garantiti, ma si è scordata che è stata lei ha introdurre il demansionamento e si è scordata che siamo continuamente sottoposti alla mobilità selvaggia”. Un punto importante della manifestazione di domani riguarda invece il problema dei contratti bloccati: “Dal 2009 i contratti sono bloccati. Abbiamo apprezzato la scelta degli 80 euro presa dal governo, ma quest’ultimo deve sapere che questi soldi non possono sostituire il rinnovo contrattuale. Noi abbiamo inviato, unitariamente agli altri sindacati, delle proposte economiche al governo sulla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica, sul taglio alle consulenze e sul possibile risparmio attuabile. Il tutto per valorizzare il pubblico impiego. Domani è solo l’inizio, andremo avanti finché nella legge di stabilità non compariranno le cifre che ci aspettiamo per sbloccare i contratti pubblici”. La chiusura è stata sulla mancata valorizzazione, da parte del governo, del pubblico impiego: “è il lavoro pubblico che rilancia l’economia e lo sviluppo e sono i lavoratori pubblici che garantiscono ai nostri figli una buona scuola e i diritti per tutti i cittadini. Quindi, giù le mani dalla busta paga dei lavoratori”.

Giovanni Faverin, Cisl-Fp: “Mobilitazione fino allo sciopero”

“Se il governo non risponderà alla nostra richiesta del rinnovo dei contratti, tutti i sindacati unitariamente continueranno la mobilitazione fino allo sciopero generale. Purtroppo, il governo non conosce le vere esigenze del paese ed è ridicolo il fatto che Renzi non riconosca l’importanza del pubblico impiego”. Queste le parole del segretario della Cisl-Fp Giovanni Faverin durante la conferenza stampa. “Non c’è esubero. Sono stati tagliati 460.000 posti negli ultimi dieci anni, e nei prossimi quattro ci saranno 150.000 pensionamenti, a fronte delle 57 mila assunzioni. C’è semmai un impoverimento. Servono 1.200.000 di euro per riaprire le contrattazioni”.

Giovanni Torluccio, Uil-Fpl: “Domani la piazza ci suggerirà lo sciopero generale”

“Sarà la piazza a suggerirci lo sciopero generale”. Ha esordito così Giovanni Torluccio, segretario generale della Uil-Fpl. “Stiamo riflettendo su come agire, non escludiamo la lotta estrema. Non è possibile che la pubblica amministrazione aumenti il debito ma i contratti dei lavoratori sono bloccati. La spesa pubblica è aumentata di 14 miliardi, mentre la spesa per gli stipendi dei dipendenti ha subito una flessione di 9 miliardi. È evidente che il problema è altrove e va risolto. Noi siamo pronti allo sciopero unitario entro la fine dell’anno”.

Domenico Pantaleo, Flc-Cgil: “Il governo sta uccidendo i precari”

Il segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza, Domenico Pantaleo, ha parlato nello specifico del settore che rappresenta: “Il governo sta uccidendo i precari della pubblica amministrazione e molti di questi sono giovani la cui unica prospettiva è il licenziamento. I tagli del governo avranno un’incidenza negativa non solo sui salari, ma anche sul precariato”. Pantaleo ha infine aggiunto che quella di domani sarà la “piazza della solidarietà tra pubblici e privati, tra chi ha un contratto a tempo indeterminato e chi è precario, tra chi ha un posto di lavoro e chi non ce l’ha. Non riusciranno a metterci contro”.IMG_20141107_110040

Programma della manifestazione

Ore 12.30 – Concentramento a Piazza della Repubblica

Ore 13.30 – Partenza del corteo

Ore 13.30-14.30 – Percorso del corteo: Piazza della Repubblica, Largo di Santa Susanna, Via Barberini, Piazza Barberini, Via Sistina, Trinità dei Monti, Pincio, Piazza del Popolo.

Ore 14.30-17.30 – Manifestazione Piazza del Popolo. Interventi dal palco: 12 professioni dei servizi pubblici, intermezzo comico di Max Paiella, intervento di Annelie Nordström (Presidente Epsu), interventi di Susanna Camusso (segretario generale Cgil), Annamaria Furlan (segretario generale Cisl), Carmelo Barbagallo (segretario generale aggiunto Uil).

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