Dati Ocse, l’Euro zona è a rischio stagnazione

Dati Ocse, l’Euro zona è a rischio stagnazione

Le stime dell’Ocse per il Pil dell’Italia nel 2015 aumentano dallo 0,1% di settembre allo 0,2%, mentre per il 2016 la crescita prevista è dell’1%. Nonostante questo leggero miglioramento, l’Italia rimane penultima nella classifica del G-20, davanti solo alla Russia, praticamente ferma a zero. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico conferma invece le stime per la crescita del Pil in Europa pari all’1,1% per il 2015 e all’1,7% per il 2016. Nonostante ciò, nell’Euro zona la crescita ha rallentato sensibilmente, in quanto “la debolezza di Germania, Francia e Italia ha annullato i miglioramenti nei paesi periferici e l’inflazione è continuata a calare”. Allargando il raggio d’analisi, a guidare la crescita mondiale c’è la Cina, con una prospettiva di crescita pari al 7,1% nel 2015 e al 6,9% nel 2016, mentre gli Stati Uniti sono attesi a una crescita del 3,1% e del 3% negli stessi anni. In questo quadro, una delle maggiori preoccupazioni riguarda il rischio “stagnazione e bassa deflazione” per l’Euro zona: di fronte a questa situazione, la Bce dovrebbe espandere il suo sostegno monetario oltre le misure già annunciate. Per l’Italia, invece, l’Ocse apprezza “la coraggiosa presa di posizione assunta dal premier” per superare gli ostacoli presenti “con una vasta riforma del lavoro”.

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