Dalla Babele dei sondaggi emerge un dato: Renzi perde consensi. Ma Repubblica prende di mira la Cgil

Dalla Babele dei sondaggi emerge un dato: Renzi perde consensi. Ma Repubblica prende di mira la Cgil

I sondaggi si inseguono. Sono il clou dei talk .Ormai si sondaggia, forse il verbo non esiste neppure, su tutto. Da un momento all’altro ci aspettiamo che celebri sondaggisti si cimentino su quale è l’ora preferita per il pranzo e quella per la cena. Magari scoprirebbero che sono in molti a fare un solo pasto perché non se ne possono permettere due. Altro argomento di dibattito i dati resi noti dall’Istat in relazione alla occupazione. Ce la caviamo riportando cosa deve intendersi per occupato secondo l’Ilo, la International Labour Organisation, cui si attengono tutti gli Istituti di statistica. Per occupato si deve intendere chi in età superiore ai 15 anni svolge una attività retribuita nella settimana in cui viene fatto il rilevamento. Si capiscono meglio le ondulazioni, seppur minime, fra un mese o l’altro tanto da far gridare a Renzi e Poletti che si è invertita la tendenza perché a settembre ha lavorato qualche ragazzo in più. Altro che tutela crescente, precariato e di quelli feroci. Ci siamo fatti prendere la mano. Torniamo ai sondaggi, quelli sulle intenzioni di voto, anche se non si conosce come si voterà e quando. Ma non importa. Così come non importa che le varie società di sondaggi producano dati molto spesso, quasi sempre, discordanti. Oppure che propongano dei quesiti assurdi e raccolgano altrettante risposte assurde. Nella babele dei sondaggi capita anche di peggio. Esemplare Repubblica che si affida a Ilvo Diamanti, sondaggista affidabile, presenta grafici, tabelle. A fine settimana ha preso in esame il rapporto fra Cgil e voto per il Pd. Titola il quotidiano: “La Cgil abbandonata dagli elettori Pd, solo 1 su 4 la sostiene”. Ma leggendo l’articolo ci si accorge che è proprio il contrario. Perché è cambiata la composizione elettorale del Pd . Diamanti prende spunto dalla Leopolda e la manifestazione di Piazza San Giovanni, parla di una frattura profonda fra due sinistre, “fra il Pd di Renzi e un nuovo partito alla sua sinistra”. In sintesi Diamanti nota che il distacco fra la Cgil e il Pd di Renzi non è recente, non si è prodotto nelle ultime settimane, si è consumato molto prima. Fra gli elettori del Pd i simpatizzanti per la Cgil, secondo il sondaggio, sono circa il 25 %. Nel 2012 erano il 53% e nel 2009 superavano il 6%. Prosegue sottolineando che “evidente e profondo il cambiamento avvenuto in pochi mesi nella base sociale del Pdr ( lo chiama così Diamanti ndr). Alle elezioni politiche del 2013 infatti circa il 20% degli operai aveva votato per il Pd. Alle europee la percentuale era salita al 34 , oggi si è ridimensionata al 28”. E il sondaggio fa notare che sempre più è aumentato il peso degli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei dirigenti, un peso che dal 28 % delle europee oggi tocca il 40%. Chiaro? Rifletta il titolista di Repubblica. Se rileggesse quanto scritto sul suo giornale in occasione della manifestazione del 25 ottobre, valutata in termini elettorali con un bel 10%, avrebbe evitato quel titolo imbroglione. Non ci meraviglia che stante la nuova base elettorale la fiducia nella Cgil sia calata. Ci avrebbe meravigliato il contrario. Nel frattempo il Corriere della sera annuncia un sondaggio di Pagnoncelli sulla fiducia dei cittadini nei confronti dei leader, a partire da Renzi e il suo governo. Diamanti indica il 56% dei cittadini che esprimono un giudizio favorevole e parla di un calo nei confronti di sondaggi precedenti. Senza precisare il quantum. Pagnoncelli indica il 54 % di giudizi favorevoli, in calo di sette punti rispetto a settembre. Rispetto al momento del voto per le europee il calo è molto più netto, supera i 15 punti. Il vero fatto nuovo che emerge dai sondaggi era il continuo calo di consensi nei confronti di Renzi, una erosione che prende sempre più corpo. In parallelo con le scelte politiche del governo, sempre più lontane da quelle di un partito di sinistra.

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