Concorsi Roma Capitale, sentenza del Tar

Concorsi Roma Capitale, sentenza del Tar
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro le buste trasparenti presentato dai concorsisti della procedura selettiva per l’assegnazione di 110 posti per il profilo di Funzionario amministrativo. La pronuncia riguarda solo il profilo di Funzionario amministrativo e non tutte le 22 procedure concorsuali bandite dal Campidoglio nel 2010. In particolare, il ricorso al Tar era stato presentato da un gruppo di concorsisti che erano risultati esclusi dalla procedura in quanto non avevano ottenuto la sufficienza alla seconda prova selettiva del concorso. I ricorrenti avevano ritenuto illegittimi gli esiti di questa seconda prova a causa di una “grave violazione del principio dell’anonimato posta in essere dall’amministrazione capitolina nelle fasi di svolgimento e correzione dei compiti”, si legge nel testo della pronuncia del Tar. In particolare, volendo sintetizzare, la violazione denunciata era riferita alle buste dove i candidati erano stati invitati ad inserire i propri dati anagrafici in fase di elaborazione delle prove scritte. Buste che, secondo i ricorrenti, non erano sufficientemente scure da assicurare il completo anonimato dei concorsisti in quanto le generalità potevano essere lette dall’esterno in controluce. Come conferma il Tar, le buste contenenti i nominativi dei candidati “avrebbero dovuto essere confezionate in modo tale da impedire la leggibilità del loro contenuto da parte dei commissari al momento della consegna degli elaborati”.
“Che il materiale distribuito ai candidati il giorno della seconda prova scritta non fosse regolare – prosegue il Tar – è poi testimoniato dalle vicende che hanno immediatamente preceduto, da parte di Roma Capitale, la pubblicazione degli esiti della prova, rese note dai maggiori organi di stampa. Nello specifico, verso la metà del mese di novembre 2013, il Sindaco e il Vicesindaco di Roma annunciavano, in conferenza stampa, di avere demandato all’Avvocatura capitolina e al dirigente del personale, la verifica delle buste distribuite ai candidati il giorno dell’esame, essendo emersa la possibilità che una parte di esse, in quanto prive della pellicola interna colorata, fossero risultate trasparenti e, dunque, inidonee a garantire l’anonimato dei partecipanti alla prova scritta”.
“Pertanto – si legge in un altro punto della pronuncia del Tar – ritenendo integrata una grave violazione della regola dell’anonimato, a causa delle trasparenza delle buste piccole, si decideva di trasmettere le carte comprovanti le ritenute irregolarità alla Procura della Repubblica. I ricorrenti, a questo punto, hanno deciso di impugnare gli esiti della prova”. Il ricorso è stato accolto riconoscendo la violazione del principio dell’anonimato. Gli elaborati della seconda prova selettiva del concorso per 110 Funzionari amministrativi bandito dal Campidoglio nel 2010, su cui oggi il Tar del Lazio si è espresso con l’accoglimento di un ricorso “contro le buste trasparenti” presentato dai concorsisti risultati inidonei, saranno reimbustati in seduta pubblica dopo la nomina di un dirigente non coinvolto in nessuna procedura concorsuale bandita dal Campidoglio nel 2010. Successivamente, le prove saranno ricorrette da una nuova commissione. Qualora dalla ricorrezione emergesse una discrepanza tra candidati risultati idonei con la prima correzione e non idonei con la seconda correzione, o viceversa, il Campidoglio provvederà ad effettuare una nuova prova orale solo per i candidati precedentemente esclusi. Lo si apprende da fonti dell’assessorato capitolino al Personale. La procedura per la selezione di 110 funzionari amministrativi è già stata conclusa mesi fa. Esiste una graduatoria pubblica di vincitori risultanti dalla iniziale correzione delle prove. Graduatoria che, viste le considerazioni del Tar sui ricorsi presentati da alcuni concorsisti, potrà essere riformulata alla luce della nuova correzione delle prove. Al momento, dunque, questa graduatoria – non potendosi considerare definitiva – resta esclusa dal Piano assunzionale che il Campidoglio sta preparando.
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