Commissione UE: sanzioni sempre possibili per i bilanci di 7 paesi europei, inclusa l’Italia. Attendiamo le riforme strutturali

Commissione UE: sanzioni sempre possibili per i bilanci di 7 paesi europei, inclusa l’Italia. Attendiamo le riforme strutturali

Incontro cruciale questa mattina per il francese Pierre Moscovici, commissario europeo agli affari economici, con i giornalisti, ai quali ha presentato i pareri della Commissione sui progetti di legge di stabilità 2015 dei paesi dell’Eurozona. Ha dovuto ribadire che la Commissione non ha imposto sanzioni, per il momento. La Commissione ha deciso di attendere marzo 2015 per pronunciarsi sul rispetto, o meno, delle regole europee in materia di equilibrio finanziario, previste nelle leggi di stabilità.

Il risultato della nostra analisi è chiaro”, ha detto Moscovici, “sui sedici paesi sui quali dobbiamo pronunciarci a proposito dei progetti di legge finanziaria 2015, sette presentano un rischio di mancato rispetto del patto di stabilità e di crescita per il 2015: Belgio, Spagna, Francia, Italia, Malta, Portogallo e Austria”. Moscovici è l’ex ministro socialista francese del governo Ayrault, la cui nomina fu criticata proprio dai tedeschi che l’avevano considerata un “controsenso”. Il punto delicato riguarda non a caso proprio la Francia, che ha presentato uno sforamento del 4,3% del deficit sul PIL, ben oltre la soglia del 3% prevista per il 2015.

Per quanto riguarda l’Italia, la Francia e il Belgio, dunque, Moscovici ha affermato che “abbiamo deciso di evitare decisioni precipitose, che potrebbero essere contestate dopo la pubblicazione delle cifre definitive per il 2014. La Commissione applica rigorosamente le regole. Stimiamo che, per motivazioni politiche ed economiche, è legittimito dare più tempo. Ma, attenzione, questo tempo non può essere tempo perduto, affatto. Occorre mettere a profitto questo tempo, per precisare gli sforzi, perchè le cose progrediscano da qui a marzo”.

Moscovici precisa che la decisione di prendere tempo è stata assunta dal presidente Juncker e dal vicepresidente Valdys Dombrovskis. “All’inizio del 2015”, ha proseguito Moscovici, “esamineremo la qualità dell’esercizio 2014, e i documenti in dettaglio che ancora attendiamo sulle riforme strutturali annunciate dai tre paesi nelle recenti lettere alla Commissione”. E ha sottolineato che “le riforme dovranno avere un impatto sulla sostenibilità finanziaria per il 2015. Siamo chiari: la Commissione non esiterà ad assumersi le sue responsabilità. Da qui a marzo, dobbiamo proseguire con la strategia del dialogo con Roma e Parigi. Il nostro sentimento è che occorra discutere delle misure supplementari, che occorra accelerare la messa in opera delle riforme strutturali già annunciate”. E infine, Moscovici ha concluso che “bisogna essere consapevoli dello spirito col quale la Commissione lavora. Essa deve far rispettare le regole, senza eccessiva creatività. Tutte le procedure sono a nostra disposizione”. Un modo elegante per dire che resta sul tappeto l’opzione delle sanzioni, ma l’anno prossimo

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