Caso Cucchi, il presidente della Corte d’Appello di Roma e il Sap ‘sposano’ la sentenza che ha mandato assolti gli imputati

Caso Cucchi, il presidente della Corte d’Appello di Roma e il Sap ‘sposano’ la sentenza che ha mandato assolti gli imputati

Dopo le reazioni della famiglia Cucchi, da registrare la presa di posizione, straordinariamente impermeabile ed asettica, del Presidente della Corte d’Appello di Roma. Panzani, questo il nome dell’alto magistrato, è il responsabile di questo nodo fondamentale della giustizia di Roma Capitale ed assume una posizione che da ragione alla Sezione della Corte che ha mandato assolti gli imputati. “Il giudice penale- fa sapere Panzani-deve accertare se vi sono prove sufficienti di responsabilità individuali e in caso contrario deve assolvere. E’ quello che i miei giudici hanno fatto anche questa volta”. Poi l’appello, o meglio la richiesta alla stampa : “Nessuna gogna mediatica e nessun invito a far pagare i magistrati per i loro errori se non vogliamo rischiare di perdere molto più di quanto già si sia perso in questa triste vicenda”. Dunque nessun colpevole e nessun responsabile di quanto accaduto. Il geometra romano è morto per sue colpe, e se lo Stato, quello con la S maiuscola, non riesce a trovare colpevoli, l’assoluzione è la via di fuga: incomprensibile per la famiglia Cucchi e per qualche milione di cittadini, ma giustificabile, nella dottrina giudiziaria, per una parte decisiva degli apparati dello Stato. Accanto alle posizioni, decisamente criticabili del Presidente della Corte d’Appello di Roma, quelle incomprensibili del Sindacato di Polizia Sap, con il Segretario nazionale Gianni Tonelli che esprime piena soddisfazione per la decisione maturata, per poi gettare benzina sul fuoco delle polemiche: “In questo Paese – dichiara Tonelli- bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”. Il sindacalista rimarca inoltre “il nostro impegno e il nostro sforzo” per introdurre “in maniera sistematica e organica le videocamere e le garanzie funzionali, così da poter tutelare maggiormente i poliziotti, ma anche i cittadini, in tutte le situazioni”.

Share

Leave a Reply